Buone notizie, a Nettuno, per i residenti delle aree ricadenti nei "Nuclei abusivi" sorti fra il 1971 e il 1990, ma anche per coloro che hanno dei terreni ancora inedificati in queste zone.

Con una determina del 21 maggio scorso, la Regione Lazio ha espresso un parere motivato rispetto alla Valutazione ambientale strategica chiesta dal Comune relativamente alla Variante speciale per il recupero dei nuclei abusivi e la riqualificazione del territorio.

Un passo in avanti, dunque, per sbloccare una situazione cristallizzata da anni, con la "palla" che ora passa nuovamente nelle mani dell'ente nettunese, che dopo aver recepito le carte dalla Regione dovrà deliberare definitivamente sulla materia e mettere in atto le prescrizioni che gli uffici competenti hanno fissato nelle carte propedeutiche all'espressione del parere motivato.

Giova ricordare, in questa sede, che i nuclei abusivi perimetrati dal Comune sono tredici: Cervicione, Sermoneta - Torre del Monumento, Cioccati, Spino Bianco, Zucchetti, Frati - Tarquinia, La Verdiana, Cerreto, Tre Cancelli, Seccia, Canala, Canducci - Veroli e Acciarella. Nel tempo, chi ha costruito in questi territori ha ottenuto concessioni in sanatoria, chiedendo il condono edilizio: di fatto, però, in molte aree non si è potuto più costruire, nonostante i tanti edifici originariamente realizzati in modo abusivo.

Con questa variante, una volta completato l'iter, sarà possibile costruire dai manufatti all'interno di alcune aree; per esempio, nella zona di completamento B1 si potrà edificare con un indice pari a 0.30 metri cubi sul metro quadrato, con destinazione esclusivamente residenziale. Nella zona B2, invece, definita di "completamento integrato" si prevede la realizzazione a comparto con progettazione unitaria, con gli indici previsti nella zona S1E della variante S1, ossia un indice di edificabilità di 0,40 metri cubi sul metro quadrato. In questo contesto, il privato è obbligato a cedere al Comune, in convenzione, non meno del 60% della superficie del comparto, al fine di realizzare le opere di urbanizzazione primaria e secondaria, a servizio dell'intero nucleo abusivo.

In totale, stando alle previsioni della Variante, potrebbero insediarsi in queste zone 8.587 nuovi abitanti, ossia il 45% in più rispetto a chi oggi vive nei 13 nuclei abusivi individuati.