Settantamila euro per pagare il consumo di acqua al campo Al Karama. E' una delle voci contenute nella recente determina di impegno della spesa per i consumi idrici del Comune di Latina, pubblicata nei giorni scorsi sull'albo pretorio del Comune. L'ente di piazza del Popolo spende in tutto 897mila euro per la fornitura idrica del suo patrimonio, in gran parte edifici scolastici, impianti sportivi, musei, cimiteri, ma anche fontane monumentali e beverini delle piazze. Il dato di Al Karama balza all'occhio, ma non stupisce, perché da tempo il settore lavori pubblici combatte con il problema delle dispersioni idriche nel centro di accoglienza per i rom che da anni è al centro di polemiche per le gravi criticità legate alla dignità delle persone che vi abitano e per l'emergenza sicurezza che denunciano i residenti della periferia nord di Latina. Proprio lo scorso anno fu accertata una bolletta di quattordicimila euro per due mesi di consumo di acqua che si aggiunse a un debito pregresso di 140mila euro e ad una situazione generale di mancanza di manutenzione straordinaria e di controlli sulle perdite idriche copiose. Il problema è noto e riemerge ad ogni nuovo dirigente che prende posto ai lavori pubblici e al servizio manutenzioni.


Condizioni di igiene e sicurezza da verificare, mancanza di manutenzione straordinaria e perdite idriche copiose che costituiscono un problema non di poco conto per le casse del Comune. Dal 2016 il servizio Lavori pubblici è stato infatti incaricato di procedere alla liquidazione delle bollette di utenze come luce ed acqua di cui la prima è intestata alla Regione, che è proprietaria del terreno e delle unità abitative e l'altra al Comune. Una matassa difficile da districare per via degli arretrati accumulati e della carenza di documentazione sulle attivazioni dei contratti e da risolvere soprattutto sul fronte della fatturazione idrica perché i consumi anomali vanno avanti da tempo e fino ad un anno fa il Comune non aveva contestato gli importi perché non era riuscito ad accertare la funzionalità del contatore. Ma un sopralluogo che fu fatto dal gestore Acqualatina e della polizia municipale ha portato allo scoperto una situazione da sanare al più presto. Questo è solo uno dei tanti fronti aperti, e forse quello da guardare con più attenzione dal momento che si intreccia con le giuste finalità umanitarie e di accoglienza del Comune, nella giungla delle concessioni in assenza di regole che vengono dal passato e che annovera impianti sportivi, edifici pubblici e beni del Demanio su cui il Comune paga da anni utenze con contratti scaduti e mai rinegoziati. Una soluzione di regolarizzazione attesa era quella di realizzare le nuove casette per dare una sistemazione più dignitosa alle famiglie nomadi, ma la gara è andata deserta per tre volte. «Era previsto un incontro la scorsa settimana su Al Karama che non si è potuto per impedimenti di salute di un tecnico, ma che sarà riaggiornato a breve - spiega l'assessore ai lavori pubblici e manutenzioni Emilio Ranieri - procediamo per risolvere la situazione». Si procede nella direzione dell'integrazione e non della ghettizzazione, ma l' ente ha bisogno anche dell'aiuto della Regione con cui è stata avviata una interlocuzione.