Verso il contratto di fiume. È la direzione tracciata nell'incontro avvenuto ieri ad Amaseno per la presentazione del manifesto d'intenti sul corso d'acqua che attraversa la valle.

Il progetto è promosso dalla XIII Comunità montana del presidente Onorato Nardacci e vede tra i suoi promotori principali Sara Carallo, geografa e ricercatrice dell'Università Roma Tre, l'associazione "Cavata Flumen" con Gaetano Ricco, e la Regione Lazio con Umberto Monaco.
L'obiettivo dichiarato è quello della costituzione di un comitato promotore del contratto di fiume, dal momento che si ritiene strategico «affrontare le problematiche correlate all'utilizzo delle acque e alla loro qualità che interessa direttamente le produzioni agricole della Valle dell'Amaseno, unitamente alle bellezze storico paesaggistiche».

A tal proposito, la stessa dottoressa Carallo ha spiegato che «i contratti di fiume costituiscono uno strumento di programmazione strategica integrata per la pianificazione e gestione dei territori fluviali, in grado di promuovere la riqualificazione ambientale e paesaggistica attraverso azioni di prevenzione, mitigazione e monitoraggio delle emergenze idrogeologiche, di inquinamento e paesaggistico-naturalistiche. Il contratto di fiume Amaseno mette insieme i diversi attori del territorio: autorità di bacino, Regione Lazio, Province di Frosinone e Latina, comuni di Castro dei Volsci, Amaseno, Villa Santo Stefano, Prossedi, Roccasecca dei Volsci, Priverno, Sonnino, Pontinia, Terracina e Consorzio di bonifica dell'Agro pontino, in un patto per la rinascita del bacino idrografico della Valle dell'Amaseno, richiamando le istituzioni e i privati a una visione non settoriale, ma integrata di chi percepisce il fiume come ambiente di vita e dunque come un bene comune da gestire in forme collettive».

Hanno partecipato all'incontro esprimendo una dichiarazione d'interesse il sindaco di Amaseno Antonio Como e Daniela Bianchi, impegnata in tal senso durante il suo mandato regionale dal 2013 al 2018.