È stata una manutenzione del verde che ha destato scalpore quella condotta dalla ditta cui l'amministrazione di Priverno ha affidato il compito di revisionare gli alberi presenti nel centro del paese quest'anno. Gli interventi operati sono stati spesso drastici, con il taglio completo di piante che da decenni caratterizzavano scorci storici della città.

Nonostante tali abbattimenti siano stati motivati dall'agronomo che ha seguito tutta la campagna di manutenzione e potatura delle piante, gli stessi tagli sono stati accompagnati ogni volta da un nutrito stuolo di polemiche. A tagli completati, l'ex consigliere comunale Federico D'Arcangeli, sollecita la rimessa a dimora delle essenze recise in modo da non lasciare buchi lì dove c'erano gli alberi.

In un accorato appello all'amministrazione, D'Arcangeli argomenta: «Avete tagliato tutto quello che si poteva, e forse anche qualcosa in più (in passato, dall'opposizione, si chiedeva giustamente evidenza scientifica per giustificare il taglio di quei pini famosi (il riferimento è ai pini del parco di San Martino ndr.); voi temo, in qualche occasione, vi siete accontentati dei timori di qualche funzionario che per un ramo pericolante ha deciso di tagliare l'albero intero). Ma a parte questo, motivati o meno quei tagli, finora non è stato rimpiazzato un solo albero; è stato modificato un paesaggio stratificatosi in decenni e decenni ( il pino del Borgo, quelli della salita dell'ospedale, i gelsi di Giacomo Matteotti , per elencarne solo alcuni) e non sembra abbiate nessuna intenzione di correre al riparo. Eppure il mercato oggi offre una varietà enorme di alberature ‘urbane', indicate per essere impiantate in città; ce ne sono con radici profonde, grande consumo di CO2, crescita veloce, anallergici e chi più ne ha più ne metta. Bisogna però avere una idea di città, che non può essere quella dell'effimero esibito a piene mani due o tre giorni all'anno, strade e piazze riempite di fiori».