Arginare la migrazione dei rifiuti che arrivano dai Comuni limitrofi, come Priverno e Sabaudia, e al contempo migliorare il servizio di raccolta differenziata e risparmiare soldi. È l'obiettivo che il Comune di Pontinia vuole raggiungere con l'estensione del porta a porta nei "moduli" C e D, ossia le aree di campagna. E nei giorni scorsi è arrivato dalla Giunta l'ok agli elaborati redatti dall'amministratore unico della "Trasco", la municipalizzata del Comune, anche per quanto riguarda il programma degli investimenti.
Il Comune di Pontinia dal 2008 al 2017, come si legge negli elaborati redatti dal dottor Sebastiano Gobbo, l'amministratore della società partecipata, è passato dal 6,56 per cento al 40,28 per cento di raccolta differenziata. Il percorso per raggiungere il 65 per cento è ancora relativamente lungo. Secondo il già citato progetto, però, l'obiettivo dovrebbe essere centrato con l'estensione del porta a porta in queste zone di campagna. Resterebbe poi l'ultimo "modulo": il centro urbano. Per il servizio in quest'area, considerata anche la tipologia delle abitazioni da andare a servire, verranno pensati sistemi di raccolta differenti rispetto al porta a porta che è attivo in campagna.
Quali sono i vantaggi del servizio? Innanzitutto di natura ambientale (si andrebbe ad arginare il fenomeno delle discariche abusive legate alla migrazione dei rifiuti), ma pure di natura economica. Fino ad oggi, stando alle stime contenute negli elaborati allegati alla delibera di Giunta, il Comune ha risparmiato 162.900 euro. Con l'attivazione dei moduli C e D, invece, dovrebbe ottenersi un risparmio di circa centomila euro. Certo, c'è da dire che il costo del servizio subirà un lieve aumento, ma che comunque col tempo verrà ammortizzato. Attualmente il Comune spente 1.054.000 euro; poi il costo dovrebbe assestarsi attorno a 1.274.625 euro. Il costo per abitante è di 85,30 euro: una cifra di gran lunga inferiore rispetto ad altri Comuni.
Nel concreto, l'Ente ritiene di ridurre di 60 tonnellate al mese la produzione di rifiuto indifferenziato. Oltre a ciò, con l'eliminazione dei cassonetti, potrebbero "manifestarsi" anche delle utenze attualmente non registrate da nessuna parte, come d'altronde già accaduto in passato. A stretto giro, insomma, si punta a raggiungere il 65 per cento di differenziata. Il vero obiettivo resta però un altro: raggiungere (e magari superare) l'85 per cento.