Il fiume Ufente può rappresentare una risorsa non solo ambientale, ma anche dal punto di vista turistico e dunque economico. Ne è convinta l'amministrazione municipale di Pontinia, che nei giorni scorsi ha approvato una delibera (come già fatto anche da Sezze) per autorizzare il sindaco Carlo Medici a sottoscrivere il manifesto d'intenti che è stato votato nella stessa seduta.
All'interno degli atti amministrativi si sottolinea l'importanza del corso d'acqua che parte da Sezze e attraversa poi Pontinia, Priverno e Terracina, dove confluisce, insieme all'Amaseno e al Linea Pio, nel canale Portatore. Il corso naturale dell'Ufente è stato rimaneggiato più volte dall'uomo, «tanto che non se ne conosce l'originario completo tracciato naturale».
Una cosa è però certa. Parliamo di un fiume che ha un'importanza notevole dal punto di vista ambientale e che al contempo richiede interventi volti a tutelarlo e valorizzarlo. Il corso d'acqua deve fare i conti con una pressione antropica tutt'altro che lieve: ci sono derivazioni a scopo irriguo, allevamenti e agricoltura intensivi, nonché gli scarichi dell'area industriale di Mazzocchio. Tutti elementi che nel tratto finale determinano un decadimento delle acque. Il contratto di fiume dovrebbe servire non solo a preservare l'integrità dell'Ufente, ma anche a valorizzarlo e risanarlo, così da sfruttare le «grandi potenzialità di fruizione per il turismo sostenibile».