Un recordo i 18 mila biglietti staccati dal nuovo gestore del Trasporto pubblico locale di Latina in 45 giorni? No secondo il vecchio gestore Atral, che contesta la notizia fornita dall'amministrazione comunale di Latina con nota ufficiale. Secondo quanto affermato dal Comune di Latina "Diciottomila ticket venduti in un mese e mezzo eguagliano la quota raggiunta in un anno dal precedente gestore. Questi i numeri in avvio del trasporto pubblico locale operato dalla CSC". 

Atral non ci sta, smentisce i numeri  e spiega:  "In questi giorni sui quotidiani locali viene dato ampio risalto al fatto che in un mese e mezzo di  nuova gestione del Servizio di Trasporto Pubblico Locale si sono venduti 18.000 titoli di viaggio con ampia soddisfazione dell'Amministrazione Comunale che ha reso noto i dati durante una riunione in Commissione Trasporti ponendo evidenza sul fatto che tale numero eguaglia i titoli di viaggio venduti in un anno dal precedente Gestore. Peccato che i dati a consuntivo della precedente gestione ATRAL anno 2017 sono completamente diversi, come risulta dalle rendicontazioni in possesso dell'Amministrazione Comunale di Latina. Sul punto ci teniamo a precisare quindi quanto segue: nell'ultimo anno ATRAL ha venduto oltre n° 420.000 biglietti (e non 18.000!!!) con una media di  35.000 biglietti/mese; Nel periodo  01.07.2017 – 15/08/2017 (stesso periodo della Nuova Gestione CSC) ATRAL ha venduto 50.000  biglietti vale a dire il TRIPLO in più rispetto all'attuale e tanto ‘elogiata' Nuova Gestione". 

Ma il Comune conferma la sua versione specifica che il dato era riferito ai biglietti staccati a bordo: 

"In merito a quanto sottolineato da alcuni organi di stampa circa i dati relativi alla vendita di ticket del trasporto pubblico locale del Comune di Latina, si precisa che il dato corrisponde a realtà e si riferisce ai ticket venduti a bordo dei vettori. Il dato complessivo potrà essere computato e comparato con quello dell'anno precedente solo alla fine del primo anno di gestione. Il risultato è oltremodo straordinario se letto nell'ottica del contrasto alla fruizione del mezzo pubblico senza l'acquisto del regolare biglietto".