Un cambio di passo nella gestione del servizio di raccolta differenziata in città, mestamente ferma su percentuali bassissime, intorno al 22%. È questa la richiesta dei cittadini di Sezze, ormai stanchi di dover fare i conti con un servizio che stenta terribilmente a decollare e con le conseguenze che sono quotidianamente sotto gli occhi di tutti. Il periodo dell'austerity, stando a quanto si apprende, dovrebbe essersi concluso in maniera positiva, con il biennio del professor Bernardino Quattrociocchi che è stato utile a risolvere i problemi di liquidità della Servizi Pubblici Locali Sezze, la società partecipata del Comune. Ma adesso, con l'arrivo della nuova governance di Giovan Battista Rosella, sono in tanti a chiedersi se l'andazzo cambierà e se finalmente Sezze potrà iniziare a essere considerata alla stregua di altri Comuni, più grandi o più piccoli che siano, che vedono la percentuale di raccolta differenziata almeno tre volte maggiore dell'ente lepino. Il nodo cruciale, infatti, è proprio legato al servizio di raccolta porta a porta, con alcune zone che si trovano alle prese con problemi logistici, con l'immondizia che in alcuni momenti della mattinata, soprattutto nel centro storico, viene ammucchiata per essere caricata dagli addetti in un'unica soluzione. Chi invece si trova in periferia paga il prezzo più alto, soprattutto quelle zone dove il servizio non viene svolto, quelle a ridosso del centro abitato, dove i cassonetti sono ancora presenti. Basti pensare a Sezze scalo e alle zone della pianura, per non parlare di altre località - Foresta, Carizia, via Bassiano tra le tante -, fino ad arrivare a Ceriara, autentico crocevia per chi decide di conferire in maniera errata e continua ad affidarsi al più classico dei "sacchi neri". Una situazione fuori dall'ordinario, che chiaramente si fatica ad arginare a causa della vastità del territorio setino. Ed è proprio per questi motivi che anche le soluzioni diventano delle più disparate. Se da una parte, infatti, c'è chi ritiene che per far funzionare il servizio occorre al più presto estendere la copertura a tutto il territorio setino (naturalmente mettendo in campo anche i mezzi per controllare chi non conferisce in maniera corretta), dall'altro c'è chi insiste affinché si possa tornare ai cassonetti per strada, sempre differenziando, ma eliminando il porta a porta. Una soluzione, però, che sancirebbe il fallimento dell'idea in sé e farebbe passare sicuramente un messaggio sbagliato alla cittadinanza.