Un patrimonio che da 16 anni è nelle mani del Comune di San Felice Circeo, ma senza che sia mai stata intrapresa una vera valorizzazione. Anzi, l'edificio è finito più volte nel mirino di ladri e vandali e oggi versa in uno stato di abbandono totale. Parliamo dell'immobile confiscato di via Lopez-Colasanti, noto anche come villa del Morrone, per il quale ora l'Ente spera di ottenere un finanziamento da parte della Regione.
L'idea è quella di qualche anno fa. Il Comune vuole realizzare lì un centro polivalente: la "casa del Neanderthal". Così nei giorni scorsi la Giunta ha approvato il progetto redatto dall'architetto Roberto Cicconi, che ora sarà presentato alla Regione partecipando al bando indetto nei mesi scorsi e in scadenza oggi.
Gli interventi previsti rappresentano ovviamente un primo step di riqualificazione della villa, confiscata dopo una sentenza passata in giudicato nel 2000 e arrivata al Comune nel 2003. Inizialmente, era stata paventata anche l'ipotesi di trasferire lì la caserma dei carabinieri, ma l'edificio, complice il difficile accesso, non è stato ritenuto idoneo. Così è passato al Comune, che ha inizialmente pensato di utilizzarlo per offrire servizi legati alla disabilità. Un'idea che è rimasta tale. L'immobile, che si estende su circa 340 metri quadrati ed è situato in una posizione di pregio, versa infatti in pessime condizioni. Uno stato di «totale abbandono», come si legge nel progetto, per il quale servirebbero investimenti più sostanziosi rispetto ai 115mila euro di lavori previsti in questo progetto. Ma rappresenta comunque un primo passo se la Regione erogherà il finanziamento richiesto (70mila euro, mentre i restanti 45mila euro sarebbero a carico del Comune).
L'idea, si diceva, è quella di un tempo: realizzare una struttura polivalente a servizio anche delle vicine aree archeologiche, ossia grotta Guattari e la villa dei Quattro Venti. Si pensa a uno spazio polivalente da destinare a scopi ludici, artistici e culturali. Nel progetto si parla di realizzare un book cafè, aule didattiche, una sala in cui offrire un'esperienza virtuale di visita di grotta Guattari, nonché di uno spazio – in una delle piscine che verrebbero interrate – in cui far simulare ai bambini degli scavi archeologici.