La costituzione del Consorzio industriale unico del Lazio va avanti e ieri l'Assessorato regionale allo Sviluppo Economico ha organizzato il primo degli incontri per arrivare a un quadro organizzativo fluido delle strutture. La riunione è stata dedicata al confronto con le sigle sindacali e vi hanno partecipato esponenti Cgil, Cisl, Uil e Ugl, mentre il prossimo incontro sarà con le associazioni imprenditoriali e il sistema camerale. Presenti all'incontro l'assessore Giampaolo Manzella e il commissario del Consorzio Unico Francesco De Angelis.

«Un ottimo confronto con le forze sindacali sull'itinerario da seguire per arrivare a costituire il Consorzio Unico - ha detto al termine della riunione l'assessore Giampaolo Manzella - C'è convergenza piena sull'ambizione di dar vita a un soggetto capace di contribuire alla competitività regionale e alla capacità del Lazio di attrarre investimenti. Penso a un soggetto forte e innovativo, in grado di valorizzare il nostro ‘territorio' industriale, di entrare in contatto con le Università per promuovere il trasferimento tecnologico verso le imprese, di capire da vicino le opportunità e suggerire le politiche per coglierle. Insomma dopo la creazione di Lazio Innova è qui un altro elemento di modernizzazione dell'intervento nell'economia. C'è piena consapevolezza che quella del Consorzio Unico è una riforma per molti versi storica, che può allineare il nostro sistema agli esempi più moderni: un bel terreno per una piena collaborazione tra amministrazione, mondo dell'impresa e del lavoro. C'è molto da fare, ma questo incontro conferma che ci sono tutte le premesse per farlo insieme e in tempi rapidi».

«Con questo incontro abbiamo avviato un percorso condiviso che necessita dell'apporto di tutti i soggetti coinvolti – ha aggiunto il commissario unico Francesco De Angelis – L'obiettivo è cambiare la mission del Consorzio, alla luce dei cambiamenti economici del nostro tempo. Vogliamo una realtà in grado di attrarre investimenti e di competere sui mercati stranieri, valorizzando le aree dismesse, utilizzando bene i fondi europei e includendo realtà come università, ricerca, distretti. Il Consorzio Unico darà più forza ai territori, nel rispetto di chi oggi lavora nei Consorzi locali, affinché non solo mantenga il lavoro ma possa anche crescere professionalmente».