Serve almeno un milione di euro per far partire la raccolta differenziata a Latina Scalo. Lo si legge nei verbali dei revisori dei conti, datati estate 2018. Quello era l'obiettivo minimo da raggiungere ed è stato mancato. In quelle carte si parla anche di piano industriale e sempre in estate i manager dell'azienda speciale Abc avevano ricevuto l'esito del lavoro di Contarina l'azienda pubblica veneta che ha curato il progetto. E si parlava di un piano da 18 milioni di euro di investimenti. Numeri, questi, che vanno tenuti bene a mente perché in parte sono la ragione per cui oggi Abc è in ritardo e calendario alla mano, difficilmente nel 2019 si raggiungeranno risultati ragguardevoli.
Realisticamente l'avvio della raccolta porta a porta a Latina Scalo sarà possibile nella seconda metà del 2019, ma tante cose dovranno andare a buon fine. In primo luogo il piano industriale, che da ottobre 2018 ancora non è pronto per essere approvato dal Consiglio comunale. Quel 18 milioni di cui si parla negli atti del Cda di Abc mostrano uno scostamento evidente dai costi previsti dalla relazione ex articolo 34 con cui Abc è stata costituita. Gli uffici comunali stanno ottimizzando il piano arrivato da Contarina affinché rispetti il documento "madre" dell'azienda speciale. In che modo, è difficile dirlo, perché lo scostamento di costi è milionario. In secondo luogo c'è il tema del mutuo: Abc deve ottenere almeno 12 milioni di euro da Cassa depositi e prestiti oppure da istituti bancari privati. Probabile che si cominci con quel famoso milione per Latina Scalo, chiedendolo ai privati. Ma per farlo serve una gara a evidenza pubblica che al momento non c'è. Per il mutuo di costo maggiore, quello da accendere con Cdp, si paventa l'ipotesi che a chiederlo possa essere il Comune per poi girarlo a Abc. Oppure l'ente presenterà le garanzie in favore dell'azienda di cui è unico proprietario. In entrambi i casi bisogna passare per il voto del Consiglio comunale. Non una passeggiata.