Chiusa per ristrutturazione e per il ridimensionamento del punto vendita ospitato all'interno del centro commerciale Aprilia 2, Distribuzione Centro Sud dovrà riaprire il supermercato entro il 31 maggio. Fino a quella data le lavoratrici e i lavoratori potranno contare su una Cassa Integrazione a zero ore, una procedura che proseguirà a rotazione per 12 mesi ma che con la riapertura del punto vendita, privato di alcuni reparti e con un organico ridotto, dovrà essere rivista. In aggiunta nei quattro mesi di chiusura i dipendenti riceveranno buoni spesa di valore variabile a seconda della tipologia di contratto, tra 50 e 30 euro, erogati in un'unica soluzione all'inizio della cassa integrazione e da spendere nel circuito dei supermercati affiliati ad Alleanza 3.0.

Sono questi i termini dell'accordo raggiunto tra sindacati e azienda in occasione della riunione che si è svolta in Regione ieri mattina. I contenuti del documento sottoscritto dai sindacati è stato reso noto ai lavoratori in occasione di una riunione, durante la quale i referenti pontini di Filcams Cgil Giovanni Gioia, di Uiltucs Uil Gianfranco Cartisano e di Fisascat Cisl Claudia Baroncini, davanti a una platea composta da lavoratrici e lavoratori e alla presenza del consigliere Davide Zingaretti e dell'assessore alle Attività Produttive Gianfranco Caracciolo hanno sottolineato l'importanza di un accordo «al rialzo» rispetto alle iniziali prospettive.
L'accordo di integrazione alla Cassa integrazione straordinaria, le cui somme saranno anticipate dall'azienda, prevede una copertura totale per tutto il personale interessato dalla cassa integrazione per il solo periodo di ristrutturazione del punto vendita. A «rimetterci» saranno soprattutto i 21 dipendenti con una riduzione lorda dello stipendio tra il 53 e il 40%, che avranno diritto a una copertura del 70%, che sale al 70-80% per i 4 lavoratori con una riduzione del 39-29%, all'80-90% per i 38 lavoratori che subiranno una perdita del 29-20% e per i 66 dipendenti che subiranno una perdita inferiore al 20%. Tutti inoltre avranno diritto a buoni spesa variabili tra 50 e 30 euro mensili, erogati in un'unica soluzione all'inizio della procedura di cassa integrazione e per i lavoratori che ne presenteranno richiesta l'anticipazione del Tfr del 70%. «Un risultato che tutto sommato soddisfacente, che va oltre le nostre aspettative – hanno rimarcato i referenti provinciali di Uil, Cisl e Cgil – perché nessuno perderà più del 70% e a seconda della tipologia di contratto l'azienda garantirà una copertura mensile variabile tra le 1111 e 980 euro lorde della busta paga».

Tuttavia le domande insistenti e il brusio in sala ha tradito l'insoddisfazione di chi, senza avere certezze sul futuro, dovrà accontentarsi di quello che l'azienda, scendendo a patti con le richieste dei sindacati di categoria, è stata disposta a concedere loro. «Il supermercato rimesso a nuovo – hanno sottolineato Gioia, Cartisano e Baroncini – potrebbe riaprire anche prima della data fissata come termine ultimo. Alcuni dipendenti potrebbero essere richiamati anche prima». Nonostante il risultato raggiunto, per il momento l'unica certezza è che gli esuberi su una pianta organica di 129 dipendenti, potrà variare tra 63 e 75 unità: una parte di questi potrebbe essere ricollocata nei punti vendita romani gestiti da Distribuzione Roma e Alleanza 3.0, altri potrebbero scegliere di accettare un incentivo all'esodo del quale purtroppo non si conosce ancora l'importo.