La crisi dell'Ipercoop, chiusa in attesa del ridimensionamento che potrebbe mettere a rischio il lavoro per 67 dipendenti, con effetto domino finisce per travolgere anche i 16 addetti alla pulizia del supermercato, assunti dalla Puma srl proprio in virtù del contratto di lavoro esclusivo stipulato con Distribuzione Centro Sud.
Il 7 febbraio scorso, dopo una intensa trattativa, i sindacati e i vertici della società hanno sottoscritto un accordo secondo il quale la Puma Srls a decorrere dall'11 febbraio e fino al 10 settembre ha preso l'impegno di richiedere l'intervento straordinario di integrazione salariale per crisi aziendale, ma il piano di sospensione dal lavoro fino ad un massimo di zero ore, dovrà essere autorizzato dal Mise. La società però ha già fatto sapere di non essere in grado di anticipare al personale il trattamento di cassa integrazione e pertanto ha preso l'impegno di avanzare la richiesta direttamente all'Inps. Un accordo che soddisfa solo in parte Uiltucs Uil. Il rischio concreto è che il ridimensionamento dello spazio gestito da Distribuzione Centro Sud, dunque la riduzione del lavoro anche per la Puma, comporti anche in questo caso il licenziamento di una parte dei lavoratori, addetti alla pulizia del supermercato. «Già alcuni mesi fa, prefigurando lo scenario che per quanto riguarda Ipercoop si è effettivamente verificato – spiega il referente locale Uiltucs Uil Mauro Evangelista – come organizzazione sindacale avevamo chiesto un incontro alla società, proprio per affrontare per tempo il problema e non con i tempi stretti dettati oggi dall'emergenza. Non abbiamo ricevuto alcuna risposta e ora ci ritroviamo a gestire l'emergenza già in ritardo. Abbiamo sottoscritto l'accordo per la cassa integrazione e in quella sede, in attesa che il piano venga ratificato al Mise speriamo nel più breve tempo possibile, abbiamo chiesto di poter anticipare almeno per due mesi la cassa integrazione che poi verrà erogata dall'Inps. La società però dice di non avere queste disponibilità, riconoscerà solo il trattamento di fine rapporto e avanzerà all'Inps la richiesta per la cassa integrazione».
A preoccupare principalmente il sindacato, il problema occupazionale che verrebbe a crearsi quando l'Ipercoop riaprirà con una superficie molto ridotta. «Proprio per non trovarci a questo punto – precisa Evangelista – avremmo voluto gestire per tempo questa situazione, ma la società non ci ha dato modo rifiutando l'incontro da noi richiesto. Ora chiediamo alla società stessa di assumersi le proprie responsabilità e intercedere con i nuovi gestori delle superfici un tempo nelle disponibilità di Distribuzione Centro Sud per salvaguardare il posto di lavoro a tutti 16 gli operatori e non aggravare così l'emergenza occupazionale di questo territorio».