San Felice Circeo e il Parco nazionale alla Borsa internazionale del turismo di Milano per promuovere il territorio e le sue eccellenze, sfruttando anche l'opportunità che arriva dal titolo, per questo 2019, di città della cultura (con Ponza e Ventotene). E se da una parte si è parlato di turismo "slow", dall'altra si è anche introdotto un discorso differente: la volontà di intercettare i flussi crocieristici di Civitavecchia e Gaeta.
«Alla Bit - ha detto il direttore del Parco Paolo Cassola - portiamo nuovi materiali informativi del Parco, che punta a un turismo sostenibile, lento, che offre esperienze e che sia adeguato alla bellezza ambienti. Abbiamo realtà uniche come il promontorio, Zannone, le dune, i laghi costieri, nonché i beni archeo-storici. Un potenziale incredibile, anche con riferimento alle eccellenze in campo enogastronomico».
Giuseppe Schiboni, sindaco di San Felice Circeo, ha ribadito la necessità di coinvolgere la realtà imprenditoriale locale «Solo così - ha detto il primo cittadino - potrà esserci un salto di qualità dei sistemi turistici. La Borsa internazionale del turismo - ha aggiunto - rappresenta una grande esperienza che dovrebbe essere allargata all'intero litorale per farne un polo turistico-ricettivo». In questo discorso, il Comune di San Felice, come detto da Schiboni, avrà un ruolo propulsivo. «L'impegno del Comune sarà quello di far partire l'iniziativa». In buona sostanza, l'Ente cercherà di far decollare questa "start-up", che però poi, anche con il coinvolgimento di soggetti privati, dovrà camminare con le proprie gambe. «Ci sono le possibilità e le risorse - garantisce il sindaco - per garantire un lungo passo in avanti».
Le criticità maggiori da risolvere per San Felice e le realtà vicine, come messo nero su bianco anche nel progetto per la città della cultura del Lazio, sono legate a un turismo prettamente balneare. Decine di migliaia di presenze sul territorio nei mesi di luglio e agosto (meno a giugno e settembre) e poi praticamente il nulla nella bassa stagione, nonostante il paese offra molto oltre al mare. La sfida è quindi quella di cambiare finalmente marcia.