La zona a traffico limitato nel centro storico di San Felice Circeo non si tocca. Anche perché la Costituzione tutela come valori primari ambiente, paesaggio e salute. Parla chiaro la sentenza dei giudici del Tar di Latina, chiamati a pronunciarsi sul ricorso di un privato che ha chiesto l'annullamento degli atti amministrativi con cui è stato deciso di interdire il borgo antico alle auto. 

Il privato, promotore già di un ricorso analogo nel 2016 e allo stato pendente, lamentava di non poter accedere più con la propria auto a un immobile di sua proprietà, situato proprio nel cuore del centro storico. In particolare, nel ricorso lamentava presunte illegittimità con riferimento particolare all'obbligo di istruttoria. I giudici hanno però sentenziato: il ricorso è infondato.
I provvedimenti che limitano la circolazione stradale, in primo luogo, sono «espressione di scelte latamente discrezionali, devolute alla esclusiva competenza decisionale dell'autorità amministrativa». Inoltre, rileva il Tar, la delibera impugnata è stata sufficientemente motivata. In che modo? La scelta amministrativa è stata adottata, secondo i giudici, contemperando le esigenze del pubblico e del privato. Le prime sono riassumibili nell'esigenza di «migliorare la qualità della vita dei cittadini residenti e dei turisti attenuando l'inquinamento atmosferico e acustico dovuti al traffico veicolare», ma anche nella necessità di garantire maggiore sicurezza soprattutto nei mesi estivi, quando c'è un flusso consistente di visitatori. Per quanto riguarda invece le necessità dei privati, commercianti o residenti del centro storico che siano, sono state previste delle fasce orarie in cui sarà possibile accedere al centro storico, ma soltanto se in possesso delle necessarie autorizzazioni che saranno rilasciate dalla polizia municipale. I veicoli, in base a quanto deciso, potranno entrare nelle mura del borgo dalle 8 alle 10 e dalle 14 alle 16 per svolgere determinate operazioni.
«Del resto, - proseguono i giudici - la parziale compressione della libertà di locomozione e di iniziativa economica è sempre giustificata quando scaturisce dall'esigenza di tutela rafforzata di patrimoni culturali e ambientali, tenendo presente che la gravosità delle limitazioni trova comunque giustificazione nel valore primario e assoluto riconosciuto dalla Costituzione all'ambiente, al paesaggio e alla salute».