In tempi normali sarebbe stata una discussione "inter nos". Il forum locale ne fa a iosa. Ma questa volta per la dottoressa Cristina Perna, coordinatrice del Tavolo e Venceslao Grossi, presidente del forum, la portata dei numeri ha rotto gli argini. Troppo importante per non essere comunicata alla città e ai suoi amministratori. Questa la genesi del convegno tenuto ieri nella biblioteca del liceo "Da Vinci" sulla «Mobilità umana», il più grande fenomeno globale dei nostri tempi che attraversa le nostre città sul fronte demografico, economico, sociale e culturale. Terracina, dicono i dati, è sempre stata meta prediletta di migranti. Dai terellani a i verolani ai veneti si è passati agli asiatici, ai nord africani e agli europei. Ma il dato è costante. E anche in tempi di carestia, questi flussi hanno consentito alla città di crescere. Anche quando, come oggi, la popolazione nazionale si riduce per le nascite zero. Dal 2011, anno del censimento, la popolazione di Terracina cresce costantemente. Merito degli stranieri? Di sicuro i dati Istat 2018 dicono che la popolazione straniera a Terracina rappresenta il 9.9% del totale, contro l'8,5% del dato nazionale. Il 61% sono asiatici, India (2.180) e Bangladesh (12,2%), ma anche europei: Romania (15,7%). Per lo più uomini, lavorano nell'agricoltura, nei servizi e nelle costruzioni, e aprono imprese. Secondo i dati della Camera di Commercio di Latina, le imprese italiane dal 2013 al 2017 sono in saldo negativo, da 4.422 a 4.386. Quelle straniere al contrario sono passate da 259 a 335. E non è tutto. Perché oltre a salvare il Pil (stando al dato nazionale, gli stranieri contribuiscono per 131 miliardi, l'8.7% del totale e versano contributi Inps per il 10%, circa 11 miliardi di euro), i migranti frenano l'invecchiamento della nostra popolazione. «Gli stranieri a Terracina in media hanno 37 anni, dieci anni in meno della media terracinese», spiega Perna. «A chiudere le frontiere oggi, ci dice sempre l'Istat, assisteremmo a un tracollo totale».

Questa fotografia, assolutamente sintetica rispetto alla ricerca della dottoressa, si è resa necessaria, ha sottolineato Venceslao Grossi, perché quando si parla di flussi migratori «si tratta di fenomeni globali senza precedenti, di cui sappiamo solo che se non vengono governati, diventeranno un problema. Dati ufficiali e oggettivi per stimolare una riflessione e anche le politiche adeguate». In quanti, ad esempio, sanno he a Terracina vivono stabilmente ben 75 nazionalità? E che gli africani, ad esempio, sono solo il 7%?

Al tavolo, da ospiti, gli assessori Roberta Tintari, Politiche sociali (e vicesindaco) ed Emanuela Zappone, Ambiente e Trasporti. Il Comune, hanno assicurato, non ignora il fenomeno. «Terracina non è una città ostile, questa varietà è una ricchezza».