Adesso la "palla" passa all'Italia. Con l'approvazione da parte del Parlamento europeo della direttiva che ridisegna le norme sul copyright, la Camera e il Senato - molto probabilmente su input del Governo - dovranno inserire nella legislazione nazionale quanto varato a Strasburgo. E dovranno farlo "per forza", visto che la mancata adozione delle direttive dell'Unione Europea porta - come già accaduto troppe volte nel passato, anche abbastanza recente - all'emissione di sanzioni nei confronti del Bel Paese da parte dei governanti di Bruxelles.

Uno scenario nebuloso
Al momento, capire come sarà inserita la riforma del copyright nel contesto normativo italiano, e in special modo nel settore dell'editoria, appare piuttosto difficile. Ferme restando le esclusioni già evidenziate dal Parlamento europeo - che, fra gli altri, mettono fuori da queste nuove regole i blog -, la legislazione italiana dovrà essere aggiornata. E questo impone la necessità di affrontare riforme in un sistema che, da sempre, appare delicato, ossia quello della tutela del diritto d'autore.

L'incognita «giallo-verde»
Ad aggravare una situazione tutta da definire, c'è l'attuale maggioranza parlamentare. A Strasburgo, infatti, gli eurodeputati della Lega e del MoVimento 5 Stelle, prossimi a salutare gli scranni per la fine della legislatura quinquennale, hanno votato contro l'introduzione della direttiva.

Almeno per i loro rappresentanti in Europa, infatti, andava tutelato il diritto di accesso libero da parte dei motori di ricerca, dei social network e degli altri aggregatori di contenuti ad attingere, fra le varie cose, a quanto pubblicato sui siti web dei giornali.

Da capire, però, cosa pensano i grillini e i leghisti "di casa nostra": il sottosegretario all'Editoria, Vito Crimi, in un recente intervento si era detto in qualche modo perplesso dall'adozione della direttiva, evidenziando comunque la necessità di sedersi al tavolo coi "colossi" del web. Ora, però, con l'ok del Parlamento europeo, bisognerà studiare anche le posizioni filo-governative.

Stati generali dell'Editoria
Nel frattempo, proprio a ridosso dell'approvazione della nuova direttiva comunitaria sul copyright, in Italia sono stati aperti gli Stati generali dell'Editoria: un appuntamento che sarà "spalmato" su quattro macro-incontri, con il primo che è stato aperto dal presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte. In questo contesto, verranno affrontate le proposte formulate dagli editori e dal Governo, per poi arrivare all'analisi della legge di riforma del settore, che nelle intenzioni di Conte dovrebbe approdare in Parlamento a settembre. E inevitabilmente, viste le novità di carattere comunitario, questa riforma dovrà tener conto delle nuove visioni generali sul copyright.