Ci sono volute due settimane di lavoro e la consulenza di un tecnico specializzato in sicurezza informatica, per meglio comprendere la natura dell'attacco informatico che ha paralizzato gli uffici dell'ente di piazza Roma. I servizi potrebbero riprendere già da oggi seppur con qualche disagio, ma il Comune di Aprilia non è stato ancora in grado di chiarire se il malware ha provocato danni o la perdita di dati a disposizione dei vari settori.
La conferenza stampa di ieri alla quale hanno preso parte il segretario generale Gloria Di Rini, Filippo Valentini, funzionario del Consorzio Asi e consulente esterno del Comune di Aprilia per la sicurezza informatica, il vicesindaco Lanfranco Principi e il presidente del consiglio Pasquale De Maio non è servita a fare chiarezza su questo punto. Assente per impegni istituzionali Antonio Terra che nei giorni scorsi aveva apertamente parlato di una richiesta di riscatto in bitcoin ai danni dell'ente. «Dalle analisi che abbiamo svolto – ha chiarito il consulente – è emerso che l'attacco non è stato intenzionale: i criptolocker infatti in maniera casuale, sfruttano la vulnerabilità dei sistemi informatici per infiltrarsi e agire criptando i file. Gli autori probabilmente sono all'estero e sono gli unici ad avere la chiave per decriptare i dati. Formalmente non c'è stata una vera e propria richiesta di riscatto, ma generiche indicazioni su cosa fosse accaduto e come fare per avere informazioni aggiuntive».  Informazioni sommarie e generiche rispetto al modo in cui il ransomware- in questo caso di nuovissima generazione – sia riuscito a penetrare nei sistemi di rete, che di sicuro secondo il tecnico presentano delle vulnerabilità. «Ci saranno altre riunioni – ha detto il presidente del consiglio Pasquale De Maio – nel corso delle quali valuteremo il da farsi per rendere le reti più sicure e fare in modo che quanto avvenuto non riaccada».
Nel frattempo già due giorni dopo l'accaduto una denuncia verso ignoti è stata presentata alla polizia postale e un esposto è stato presentato alla Procura di Roma. «Volutamente abbiamo reso informazioni generiche – ha detto il segretario comunale Di Rini – perché non è opportuno entrare nello specifico della sicurezza di rete e dei dati».  Più chiaro sul punto Lanfranco Principi. «Diamo per scontato che una volta che tutti i dati saranno recuperati, ma ad oggi non possiamo essere più precisi. Posso dire con certezza che nessun dato è andato perduto all'ufficio tributi».  Dopo aver fatto ripartire i servizi la priorità sarà quella di rendere più sicuri i sistemi di protezione vulnerabili, interfacciandosi anche con la ditta esterna incaricata di amministrare le reti e nel frattempo gli uffici valuteranno come smaltire le pratiche in sospeso per il rilascio della carta d'identità elettronica. Insoddisfatta delle risposte la Lega di Aprilia che incalza sul punto. «Troviamo - afferma - inopportuno non dare ai cittadini informazioni chiare su eventuali anni subiti e se dei dati sono andati perduti. L'amministrazione deve fare chiarezza sulla regolarità delle procedure di conservazione e backup dei dati dell'ente».