La Tarsu per il fabbricato agricolo non va pagata, la commissione Tributaria accoglie il ricorso di un contribuente e annulla gli accertamenti da oltre diecimila euro emessi dal Comune di Aprilia.
La prima sezione della commissione Tributaria provinciale nell'ottobre 2018 si è pronunciato sulla richiesta di un agricoltore di Aprilia, che chiedeva l'annullamento degli accertamenti 2011 e 2012 per un fabbricato rurale in via Torre del Padiglione per un valore complessivo di 11 mila 500 euro tra tassa, sanzioni e interessi. Quel deposito, a giudizio del contribuente, andava escluso dall'assoggettamento alla tassa sui rifiuti solidi urbani in quanto «strumentale all'esercizio dell'attività agricola». Ed è per questo che nel ricorso presentato il legale dell'uomo, l'avvocato Maurizio Marucci, si parla espressamente di una «tassazione illegittima dell'immobile». Contro questa impostazione si è invece battuta l'amministrazione comunale, che ha presentato delle controdeduzioni chiedendo di rigettare il ricorso. Nella memoria illustrativa, elaborata dallo studio legale e tributario Lt Partners, è stato infatti sottolineato che: «il contribuente non ha introdotto alcuna prova che possa dare evidenza del fatto che l'immobile oggetto di accertamento, sia stato effettivamente dedicato a magazzino di prodotti agricoli». Sottolineando poi come: «contrariamente a quanto affermato, riteniamo che nell'immobile non si generino solo rifiuti speciali ma che i prodotti generati debbano essere assimilati a rifiuti urbani, in base alla delibera 35 del 1998 del Comune di Aprilia».
Invece la commissione tributaria di Latina ha accolto il ricorso ritenendo fondate le motivazioni che hanno spinto l'agricoltore a impugnare gli atti. Per i giudici infatti: «Il contribuente ha assolto all'onere probatorio a proprio carico in ordine alla natura del bene ai fini dell'esenzione della Tarsu, dunque della deroga rispetto alla regola generale. Ed è documentato in atti che il fabbricato è accatastato nella categoria D/10, ossia immobili strumentali. E dunque, visto che l'uomo svolge attività di coltivatore diretto, va considerato come funzionale all'esercizio di tale attività».
Per questo motivo il Comune di Aprilia è stato condannato anche al pagamento delle spese di lite (600 euro), ma soprattutto questa decisione della commissione sull'applicazione della vecchia Tassa per i rifiuti solidi urbani potrebbe aprire un fronte per accertamenti simili.