Diciotto mesi bloccati a Casello 45 e costretti per raggiungere via Nettunense e quindi il centro di Aprilia a percorrere 7 km in più, in attesa del completamento del sottopasso e del prolungamento di via Vesuvio. Per i disagi subiti ora i cittadini chiedono un risarcimento al Comune. È quanto emerso durante la commissione lavori pubblici convocata per questa mattina dalla presidente Fiorella Diamanti e durante la quale l'assessore ai lavori pubblici Luana Caporaso e il funzionario della Regione Lazio che sta seguendo l'intricata vicenda hanno fornito un cronoprogramma di massima sull'apertura della strada alternativa e del sottopassaggio. I cittadini raccolti in Comitato però, rappresentati da Sonia Picozzi hanno manifestato il proprio malcontento e chiesto al Comune in risarcimento del danno comportato dai ritardi. "Ognuno di noi - ha spiegato Sonia Picozzi, accompagnata dal geometra Ilenia Borace - ha perso un po' del suo tempo e subito i danni derivanti dal modo in cui il progetto è stato gestito. Credo che una amministrazione vicina ai cittadini debba valutare di poter contribuire economicamente al progetto per completare le reti fognarie, anche in ragione dei danni morali e non solo arrecati ai cittadini". Una risposta precisa su questo punto non è arrivata, ma il presidente della commissione Finanze Omar Ruberti ha annunciato la volontà di approfondire il tema e valutare eventuali sgravi fiscali per i 2000 residenti del quartiere, intrappolati da un anno e mezzo dal cantiere per realizzare il sottopasso.