L'amministrazione comunale di Ardea farà di tutto affinché le spoglie di Giacomo Manzù restino nel territorio comunale.

E' questo quanto emerso dal Consiglio comunale di questa mattina (23 maggio 2019), in cui è stata approvata all'unanimità la mozione urgente presentata ieri dalle minoranze, con il sindaco Mario Savarese che ha anche annunciato di aver inviato una lettera ai figli di Manzù, Giulia e Mileto, al fine di chiedere se sia possibile rispettare le volontà del maestro di rimanere ad Ardea e della moglie di essere ricongiunta a lui, magari portando le ceneri di Inge Schabel proprio all'interno del sepolcro che si trova davanti al musero di via Laurentina, del quale sabato si festeggeranno i 50 anni dalla sua istituzione.

«C'è una espressa volontà dei parenti di trasferire la salma dal Museo all'abitazione di Colle Manzù - ha esordito il sindaco - e ben sappiamo che farlo costituirebbe anche spostare giuridicamente le spoglie dal Comune di Ardea a quello di Aprilia, visto che il terreno della famiglia costituisce il confine comunale. Sono stato avvertito di questa cosa, ma nessuno mi ha chiesto un permesso perché non spetta al sindaco intervenire. Tra l'altro, sono stato ricevuto da Giulia e Mileto, i quali mi hanno riferito di questa loro intenzione. D'altro canto, però, io rappresento Ardea e, pur non volendo entrare nelle motivazioni che hanno portato a decidere lo spostamento, mi sono fatto interprete della volontà di migliaia di cittadini, inviando una lettera per chiedere di valutare la permanenza delle spoglie ad Ardea».

Dopo il sindaco hanno preso la parola diversi consiglieri. Alessandro Mari, da primo firmatario, ha illustrato la mozione, accogliendo con entusiasmo le parole del sindaco. Raffaella Neocliti ha specificato che il volere di Manzù era quello di rimanere ad Ardea: «Come si può superare la volontà testamentaria? - si è chiesta - Anche perché Colle Manzù credo sia stato istituito dopo la morte del maestro». Uno stesso dubbio che ha posto Luana Ludovici: «Quando il maestroera in vita - ha affermato - Colle Manzù si chiamava Campo del Fico, quindi quel che c'è scritto sul testamento è da capire bene». Debora Duranti, invece , dalla maggioranza ha spiegato come il Consiglio possa dare un indirizzo politico e non entrare nella veridicità o meno di un atto firmato da un notaio. Il sindaco, quindi, ha letto la parte di testamento dove si riporta, con una scritta a mano non olografa di Manzù, ma comunque autenticata dal notaio, la volontà di essere sepolto a Colle Manzù numero 1, in Ardea. Poi, Massimiliano Giordani ha ricordato che le varie amministrazioni hanno sempre invitato Inge nelle celebrazioni e lei, in ogni era occasione organizzata al museo, era sempre felice di ricordare il marito in quel posto, senza mai esporre alcun volere contrario. Maurice Montesi, infine, ha posto quesiti su quella che potrebbe essere la validità del testamento dopo 25 anni.

Al termine degli interventi, il Consiglio comunale ha approvato all'unanimità la mozione proposta dall'intera opposizione.