Il Comune di Aprilia "dichiara guerra" all'utilizzo di sacchi neri, sottolineando come dal 3 giugno partiranno i controlli e le multe per i trasgressori che utilizzare il sacco per gettare i rifiuti. E' questo è il messaggio ribadito forte e chiaro dall'Amministrazione comunale di Aprilia, attraverso una serie di iniziative e provvedimenti che saranno implementate nelle prossime settimane. Per questo, a partire da lunedì 3 giugno, come già annunciato in questi mesi, saranno intensificati i controlli sui sacchi neri, ancora troppo spesso utilizzati per gettare questa tipologia di rifiuto. "Grazie alla collaborazione tra Comune, Progetto Ambiente e corpo di Polizia Locale, a partire dal prossimo mese, i sacchi neri non saranno più prelevati dalla società che gestisce la raccolta differenziata. Gli operatori ecologici lasceranno - spiega l'assessore all'Ambiente, Michela Biolcati Rinaldi - sui sacchi neri una notifica che invita i cittadini non virtuosi a differenziare i rifiuti in essi contenuti. Chi non provvede andrà incontro a multe e sanzioni, da parte della Polizia Locale, i cui agenti hanno ricevuto, nei giorni scorsi, indicazioni per intensificare i controlli sul territorio". Una maggiore precisione viene anche richiesta a quanti conferiscono abiti usati presso l'Ecocentro. I vestiti vengono infatti rivenduti, con conseguente vantaggio per la collettività. Per esser riutilizzati, però, è necessario che abiti e scarpe siano in buono stato (privi di macchie e ovviamente asciutti) e vengano consegnati agli operatori dell'Ecocentro divisi, sempre all'interno di sacchi trasparenti.

Al tempo stesso, l'amministrazione civica sottolinea gli ottimi risultati raggiunti con la raccolta. Aprilia è infatti ai primi posti nella Provincia di Latina per livello di raccolta differenziata.  E già oggi, grazie ai comportamenti virtuosi degli apriliani e nonostante l'aumento dei costi di smaltimento, Aprilia ha costi pro capite (168,42 euro annui) nettamente più bassi degli altri Comuni del Sud Pontino e dell'intera Regione, ponendosi al di sotto persino della media nazionale (171,19 euro). "Questo dato – commenta l'Assessora all'Ambiente Michela Biolcati Rinaldi – non deve però rappresentare un motivo di "rilassamento" che finirebbe per rappresentare un pericoloso disincentivo a fare meglio. I costi per lo smaltimento del secco residuo (il cosiddetto indifferenziato) sono saliti molto negli ultimi anni. La riduzione progressiva e costante di questa tipologia di rifiuto deve esser perciò un obiettivo preminente della nostra azione. Meno secco residuo significa meno costi per tutti". Perciò si è deciso di intervenire sul secco residuo (il cosiddetto indifferenziato),  la categoria di rifiuto che presenta il costo maggiore, sia in termini economici che sotto il profilo dell'impatto ambientale. Raggruppando tutto ciò che non può essere recuperato, questa categoria di rifiuti necessita di essere smaltita solo ed esclusivamente mediante l'utilizzo di termovalorizzatori e discariche. Conseguentemente, il costo del secco residuo finisce per avere un grosso impatto sulle casse del Comune e, ovviamente, sulle tasche dei cittadini. Senza contare l'impatto fortemente negativo che questi metodi di smaltimento presentano per la salute e per l'ambiente circostante.  I cittadini sono per questo chiamati a conferire nell'indifferenziato solo quanto non riciclabile, ad eccezione dei rifiuti speciali che vanno conferiti nell'Ecocentro (vedi App Juncker e sito della Progetto Ambiente), anche per evitare spese ulteriori per tutti e per assicurare un ambiente più sicuro e più pulito. "L'ottimizzazione della qualità del rifiuto – continua l'assessore Michela Biolcati Rinaldi  – è un obiettivo importante per tutti, anche in vista dell'applicazione della nuova tariffa puntuale, che fa pagare proprio in proporzione al secco residuo prodotto da ogni nucleo famigliare, nella logica del chi più inquina più paga".