La conferenza "Sport e scuola, ambiente e sicurezza: via l'amianto", organizzata nei giorni scorsi dall'Osservatorio nazionale amianto (Ona) e dal Comitato nazionale italiano Fair play, in cui si è analizzato lo stato di salute degli impianti sportivi afflitti dal degrado e dalla contaminazione da amianto, ha di fatto avuto l'effetto di uno "schiaffo in faccia" sull'opinione pubblica, o almeno sul viso di quanti hanno spesso cercato di far finire nel dimenticatoio un problema che, invece, andrebbe tenuto sempre in alta considerazione per la sua altissima pericolosità. Quella pericolosità confermata dai dati diffusi dall'Osservatorio (uno su tutti: 6.000 morti all'anno in Italia) che, a Terracina, non hanno certo sorpreso il consigliere comunale del Partito democratico Valentina Berti, la quale non ha mai abbassato la guardia sulla questione e che ieri ha ricordato l'immobilismo dell'amministrazione: «Qui è tutto fermo. In città non si sono fatti più controlli - ha affermato Berti - e anche il progetto di bonifica, di cui si parlava anni fa, è stato completamente accantonato». Il consigliere Pd ha anche ricordato che in Consiglio comunale, con delibera del 21 aprile 2015, venne approvato all'unanimità il Regolamento per la tutela della salute e dell'ambiente per il risanamento ambientale, la bonifica e lo smaltimento, ai fini della difesa dai pericoli derivanti dall'amianto. «Regolamento - ha sottolineato Berti che fu tra le firmatarie di diverse interrogazioni sul tema - che all'articolo 2 prevedeva la creazione di un portale e di un opuscolo informativo, una collaborazione con la Asl per il monitoraggio delle patologie, l'avvio di un censimento dei manufatti contenenti amianto, la costituzione di un catasto comunale in collaborazione con il Centro regionale amianto, l'apertura nel settore Ambiente di uno "Sportello Comunale Amianto", la realizzazione di facilitazioni allo smaltimento tramite micro-raccolta per le piccole quantità a livello comunale e infine la costituzione di elenco delle ditte che operano a costi calmierati». Adesso, dunque, sarebbe il caso di rispolverare l'intero "pacchetto amianto" per liberare Terracina da qualsiasi tipo di rischio. «Servirebbe una convenzione - ha concluso Berti - per agevolare chi è pronto a smaltire i materiali».