Prima sono stati scelti per un incarico gratuito, mentre ora si vedranno riconoscere dei compensi. I membri del consiglio di amministrazione dell'azienda speciale hanno avuto questo inatteso regalo dalla Sezione delle Autonomie della Corte dei Conti al quale l'ente si era rivolta per uno specifico quesito sul punto. I componenti nominati del Cda tramite selezione nel 2017 hanno offerto la loro prestazione a titolo gratuito per due anni, ma era stata fino ad oggi controversa l'applicazione dell'articolo 12 dello statuto di Abc, approvato dal Consiglio comunale l'8 agosto 2017 che prevedeva «eventuali emolumenti indennità di carica o rimborso delle spese nei limiti di legge, e comunque da determinarsi attraverso indicazione del Consiglio Comunale». Oggi il Comune spiega che la gratuità per incarichi ai membri di organi amministrativi di vertice è prevista perché l'azienda speciale non ha ricevuto «contributi a carico delle finanze pubbliche», capitolo che non annovera il conferimento del capitale di dotazione iniziale come pure il corrispettivo per il servizio. Tutto giusto, ma c'era bisogno di farselo dire dalla Corte dei Conti? E come si mette con la maggiore economicità dell'azienda speciale che è servita per giustificare il fatto di non ricorrere al libero mercato?. Il teorema alla base di costituzione di Abc avrebbe retto lo stesso prevedendo dall'inizio i compensi per gli amministratori ? Sono alcune delle domande la cui l'ente dovrebbe rispondere e che si pone anche il consigliere della Lega Massimiliano Carnevale spostando il problema sul piano politico. «Di fronte ad una raccolta differenziata che non tocca nemmeno il 30% - dice Carnevale - davanti ad una città sporca all'inverosimile con un'azienda speciale che non ha ancora uno straccio di piano industriale credibile e con l'impossibilità di accendere il mutuo necessario per dar seguito ad una raccolta dignitosa, la preoccupazione principale dell'amministrazione Coletta è quella di interessare la Corte dei Conti con la richiesta di un parere sulla possibilità di elargire compensi al Cda di Abc». Carnevale si è più volte affannato a spiegare in consiglio, in virtù delle leggi e dei dettami della Legge Madia, come fosse invece necessario interessare la Corte dei Conti sulla possibilità o meno di costituire l'Azienda Speciale. Oggi rileva che «mi sono ritrovato davanti un muro di gomma sordo ad ogni argomentazione che non fosse quella di garantire a tutti i costi la nascita di Abc. Un'operazione tra l'altro giustificata dal fatto che rispetto ad un'eventuale gara europea il risparmio per le casse comunali sarebbe stato di 40.000 euro. Oggi però scopriamo che quel risparmio non esiste, visto che il costo per gli emolumenti di un Cda selezionato dal Sindaco, e che avrebbe dovuto prestare la sua opera gratuitamente, è pari ad 80mila euro: il doppio del risparmio prospettato. Dunque costi maggiori, ma anche l'impossibilità di contestare a chi fornisce il servizio lacune e mancanze, visto che il servizio è fornito dall'Azienda Speciale, emanazione diretta del Comune». Carnevale aspetterà che la Giunta porti in consiglio comunale il provvedimento per riconoscere gli emolumenti al Cda di Abc ma - dice - «voglio conoscere anche chi sfidando ogni elementare regola di buonsenso, si farà convincere a votare un provvedimento che penalizza ancora una volta Latina e i suoi cittadini».