Tra i tanti appalti sfasciati e in disordine, al limite o del tutto fuori dalla legge, uno solo è scampato: quello per la fornitura dell'abbigliamento dei vigili urbani. La divisa è salva ma tutto il resto dei contratti per beni e servizi stipulati nel biennio 2013-2015 dal Comune di Latina è un vero disastro. Certificato in una relazioncina breve ma densa dell'Anac da qualche giorno disponibile presso l'ente pur essendo stata inviata a fine marzo scorso. Leggerla equivale a mettere in fila una serie piuttosto lunga di appalti che potevano, dovevano, essere fatti diversamente e sui quali l'Autorità Anticorruzione fa molti rilievi, in linea peraltro con quanto già sostenuto dal Ministero dell'Economia a conclusione di un'ispezione di maggio 2016.
Le proroghe
Il nodo più importante riguarda le proroghe non sempre giustificate di contratti in essere. In specie finirono sotto la lente del Mef la proroga, che all'epoca era «solo» di cinque anni, del servizio di trasporto urbano e quella per la fornitura dei prodotti per la farmacia comunale, che (sempre a maggio 2016) era in proroga da 30 mesi. L'ente si giustificò solo per il ritardo inerente la farmacia, sostenendo che il dirigente del servizio non conosceva quella «materia nuova». Nessuna cotrodeduzione sul trasporto. L'altro pasticcio fu rilevato sulla gara per il servizio di vigilanza del palazzo comunale, del valore di 180mila euro; negli atti, in luogo del responsabile del procedimento è stato inserito un curioso acronimo che sta anche in altre gare e che il Comune non ha mai saputo decifrare, quindi ad oggi nessuno sa cosa significhi. L'acronimo è questo: Lazio e Massloader. In seguito all'ispezione gli uffici dissero che quel caos era dovuto ad un eccessivo e veloce ricambio dei dirigenti, l'Anac non ci ha creduto e comunque ha lasciato la censura su quella gara.
Ironia
Va detto che molte delle giustificazioni fornite dall'ente all'Anac per mettere una pezza agli appalti, che sembrerebbero truccati se non fossero maldestri, offrono ampio spazio all'ironia. Per esempio: perché il Comune per la gestione delle strisce blu pagò all'Atral un aggio medio compreso tra il 65 e il 66% a fronte di quello che era nell'offerta di gara e che era pari al 53,89% ? Risposta del dirigente della polizia locale: perché la differenza era l'Iva (circa 31mila euro). Riflessione dell'Anac dopo il chiarimento: "... ha carattere aleatorio e generico".
Lo stop.
Ma il meglio doveva ancora arrivare ed era (purtroppo) relativo ai servizi sociali alla persona per il triennio 2013-2016, aggiudicati con una gara da ben 14,3 milioni di euro. In questo appalto il rup risulta Quirino Volpe, tornato a lavorare per l'ente dopo un breve trasferimento a Cisterna, e in seguito Pasquale Russo; per nessuno dei due esiste né si è trovata "alcuna determina di riferimento" sui due incarichi. Chi seguì dunque quella gara? Il Comune non lo sa e ha risposto all'Anac che non si è riusciti a trovare gli atti. Comunque è stata «violata la normativa di riferimento». Dubbi sui responsabili del procedimento anche per l'altra gara importante ai fini dell'offerta welfare, ossia quella per le mense dove le nomine erano necessarie visto che la somma in gara era sopra la soglia comunitaria, in quanto pari a 10,4 milioni di euro.
Il caso Tosap
Un copione che, in qualche modo si ripete per la gara da 9,3 milioni di euro relativa alla riscossione della Tosap per il biennio 2016-2017: anche qui la figura del responsabile del procedimento viene sostituita senza comunicazioni. Quindi dal file fornito ad Anac il rup risulta Emanuela Pacifico, ma il dirigente firmatario della determina a contrarre era stato Giovanni della Penna (e in seguito Giuseppe Manzi). Inoltre: a gennaio e febbraio del 2016 la società affidataria non raggiunse il minimo previsto da capitolato e lo integrò con somme proprie che ha recuperato a marzo, quando ha incassato più del minimo stabilito. Un'operazione contabile vietatissima durante l'anno e che si può fare, nel caso, solo a fine esercizio. Lo «scambio» avvenne con comunicazioni informali e la giustificazione degli uffici è stata sempre la stessa: troppo caos organizzativo. Il servizio fu in seguito messo in regola con un intervento del dirigente della polizia locale.