Un tempo se ne trovava una in ogni piazza, vicino alle stazioni e ai punti di aggregazione. Oggi sono sempre meno, ma in tanti hanno deciso di resistere, perché quel presidio di socializzazione e familiarità non venga meno in un mondo in cui la carta sta pian piano cedendo il passo al digitale, senza però voler abbandonare il campo in nessun modo.

Parliamo delle edicole, di quelle che un tempo erano le rivendite dei quotidiani e dei rotocalchi, che oggi somigliano quasi a giocherie e bazar, dove l'odore della carta da giornale si sente sempre meno a beneficio dei settimanali di gossip ma, soprattutto, degli innumerevoli giochi per bambini presenti sugli scaffali.

Ad Anzio e Nettuno, fra il centro storico e i quartieri adiacenti - dunque escludendo le aree periferiche -, sedici edicole sono ancora aperte; altre sette, invece, non ce l'hanno fatta e hanno chiuso i battenti. Fra queste ultime ci sono i punti vendita di piazza Pia, di via di Villa Claudia e di via Rinascimento (Pocacqua) ad Anzio, ma anche quelli di via Ennio Visca, piazzale Berlinguer, via delle Sterlizie e via Firenze (Loricina) a Nettuno.

Gli altri, invece, seppure tra mille difficoltà, "tengono botta" e continuano ad alzare ogni giorno, praticamente all'alba, le serrande, dando da mangiare alle loro famiglie.

L'edicola più antica
Anzio era diventata Comune autonomo da soli tre anni e la famiglia di Augusto Capolei, nel 1860, decise di aprire la prima edicola del litorale della nuova città e della vicina Nettuno. Lo fece in piazza Pia, dove la sua famiglia restò fino alla guerra, con Milena Capolei che proseguì l'avventura in piazza Cesare Battisti, seguita dal genero Rolando Valerio. Un'attività che, ancora oggi, è in mano alla storica famiglia, gestita da Stefano Valerio. «Prima le edicole davano da mangiare a un paio di famiglie, oggi una solo persona riesce a guadagnare lo stipendio» evidenzia proprio Stefano Valerio. «Tra l'altro, la clientela è cambiata molto negli anni: prima i bambini venivano ad acquistare i giornalini come Topolino, mentre oggi prendono i giochi. I ragazzi dai 10 ai 16 anni ‘divoravano' fumetti, mentre oggi ci sono pochi affezionati. Infine, gli adulti di qualsiasi età acquistavano uno o due giornali: oggi in molti non ne prendono neanche uno. Resiste un target di età alta per i quotidiani, mentre i fumetti hanno subito un crollo. Figurine e giocattoli, invece, la fanno da padroni».

Il punto di riferimento del mondo politico
I precedenti gestori avevano un piccolo chiosco vicino al "buco" di via del Quartiere, nei pressi del Borgo: ora Fabio Giannascoli, che ha rilevato l'attività nel 1997 prima con la sorella e poi in solitaria, si trova poco più avanti, lungo viale Matteotti, con l'edicola che ancora oggi è un punto di riferimento, soprattutto per il viavai di politici. «Credo di essere in una edicola ‘anomala', perché di mattina abbiamo una clientela fatta di amici e conoscenti, oltre a essere sempre un punto di riferimento per i politici locali. Va detto, però, che il rapporto con il cliente è cambiato - spiega Fabio -: oggi l'edicola non è più una rivendita di giornali, ma è una giocheria/bazar. Per questo, da sei o sette anni abbiamo un 70% della clientela formato da bambini».

E Giannascoli sciorina anche qualche numero: «Le statistiche del nostro sindacato ci dicono come in Italia ogni giorno chiudano in media due edicole: noi, dunque, restiamo uno zoccolo duro, anche grazie a quelle persone che, nonostante la crisi della carta stampata a beneficio dell'online, vengono qui per parlare di politica e di calcio, specie in base al giornale che acquistano».

E lo spartiacque, secondo lui, è il 2008: «Fino a quell'anno il giro d'affari era consistente, poi è arrivata la crisi. Escludendo la clientela dei bambini, quel restante 30% di cui parlavo prima è fatto soprattutto da persone ultracinquantenni: sono loro a comprare i settimanali di gossip e i quotidiani. Difficile che sotto ai 50 anni qualcuno venga qui a comprare un giornale: l'unica eccezione la fa il quotidiano sportivo».

«Quando vendevamo i giornali al mare»
Non solo l'edicola fissa, ma anche quella "mobile" costituita da un carretto e da tanta buona volontà. Così, per tanti anni, prima Rolando Valerio e poi suo figlio Stefano hanno fatto "battendo" Anzio in lungo e in largo, andando incontro alle esigenze di tanti cittadini che si trovavano lontani dall'edicola.

«Fino a sei o sette anni fa - racconta Stefano Valerio - prendevamo il carretto, lo caricavamo di giornali e di qualche altro prodotto e andavamo nella zona degli imbarchi per Ponza e sulle spiagge. Raggiungevamo sia quella di Ponente che quella di Levante».
E a dimostrazione di questa attività parallela a quella dell'edicola che si trova davanti alla sede storica del Comune di Anzio, ecco le foto: una in bianco e nero, con Rolando in posa vicino al carretto carico di tantissimi quotidiani e rotocalchi; l'altra a colori, con un giovane Stefano pronto a vendere giornali e altri prodotti a tanti bambini in spiaggia.