Il piano di utilizzazione dell'arenile è lo strumento atteso da tempo dagli operatori per liberare nuove opportunità di fruizione economica e turistica sul lungomare di Latina. Un obiettivo che è diventato quasi un miraggio di cui si parla da un decennio, e di cui ora il Comune ha riavviato l'iter affidando l'incarico per il nuovo Pua e per il progetto di variante all'architetto Cristoforo Pacella. Ad ottobre scorso il piano fu presentato alla città, ma oggi a rispolverare l'argomento e a chiedere un'accelerazione e il rispetto di alcuni criteri è il consigliere comunale di Fratelli d'Italia Andrea Marchiella. Marchiella ha presentato un'interrogazione a risposta scritta al sindaco Coletta e all'assessore all'ambiente Roberto Lessio chiedendo di puntare l'attenzione sulla marina di Latina, che versa purtroppo nelle stesse condizioni dello scorso anno «con l'aggravante – dice - che non si notano attività poste in essere da questa amministrazione per garantirne la corretta fruizione e il godimento». «Coletta ha promesso - scrive - tra l'altro, anche di rilanciare la Marina di Latina. Ma uno degli appuntamenti e degli impegni disattesi fino ad oggi è la redazione del nuovo Pua». Marchiella chiede di conoscere i risultati dell'affidamento all'architetto Pacella della redazione del piano e quindi di conoscere a che punto è lo stato di attuazione delle procedure. In particolare il consigliere chiede che venga garantita la corretta ripartizione pari al 50% degli spazi e dell'arenile che debbono essere lasciati alla libera fruizione e che tale ripartizione debba essere garantita in tutto il tratto di competenza che da Foce Verde arriva fino a Rio Martino. «Attualmente – dice - è stato applicato un artificio inaccettabile, quello che considera il tratto Capo Portiere - RioMartino come destinato a spiaggia libera, il tratto Capo Portiere - Foce Verde come spiaggia da affidare in concessione. Questo metodo costringe, i residenti del tratto urbanizzato a servirsi di uno stabilimento piuttosto che della spiaggia libera, che di fatto è limitata dalla quasi totale occupazione da parte degli stabilimenti ora esistenti. Bisogna opporsi alla situazione attuale di stabilimenti addossati uno all'altro, senza soluzione di continuità di fronte a palazzi con decine di residenti, costretti a spostarsi per cercare i tratti di spiaggia liberi. Ovvero di stabilimenti piazzati di fronte ad attività commerciali esistenti, creando una concorrenza  sleale senza alcun miglioramento dei servizi offerti nei dei prezzi praticati».  Per questo motivo l'esponente di Fratelli d'Italia chiede la copia degli atti predisposti e la documentazione depositata sollecitando risposte chiare nell'osservanza del principio della trasparenza. Tanti sono i problemi del litorale, la mancanza di ricettività alberghiera, il problema dei punti di ormeggio mancanti in una costa strozzata tra il Mascarello e Rio Martino inutilizzabili, le istanze degli operatori balneari che cozzano contro i vincoli urbanistici e normativi e la mancanza di una programmazione decennale, gli abusi edilizi diventati parte del paesaggio, l'erosione, le legittime aspirazioni di chi vuole vivere la spiaggia libera. Tutti nodi che dovranno essere sciolti con questo strumento e con altre azioni da mettere in campo, non ultima la revisione di quel groviglio complesso di piani urbanistici che insistono sulla marina, un punto difficile da risolvere se si pensa che l'ufficio di piano (ancorché ne è stato nominato il responsabile da poco) è ancora inattivo