Ricorsi, polemiche, problemi legali, questioni tecniche. La realizzazione dell'autostrada Roma-Latina appare sempre più lontana e la dilazione dei tempi viaggia di pari passo con una provincia che annaspa, che si muove a rilento, ostaggio di una strada pericolosa dove si arrivano a contare anche dieci incidenti in un solo giorno: la Pontina. Lo sanno bene i pendolari, lo sanno bene gli operatori economici, lo dicono da tempo i costruttori di Ance Latina il cui presidente, Pierantonio Palluzzi, ha intrapreso anche attraverso i suoi canali social una vera e propria campagna di sensibilizzazione su questo e altri argomenti cari al territorio. Il senso è questo: non c'è tempo da perdere, bisogna intervenire e farlo prima che sia troppo tardi, cercando di dare risposte alle famiglie, alle attività economiche, al mondo che chiede collegamenti sempre più veloci e, viene da dire visto ciò che accade ogni giorno, sicuri. «La politica in questo Paese – spiega il presidente di Ance Latina - dovrebbe sentirsi impegnata quotidianamente sul tema delle grandi opere. Invece quello che sappiamo è che negli ultimi dieci anni ci sono stati cantieri fermi per un importo complessivo pari a 57 miliardi di euro di mancati investimenti. Quante imprese, quante famiglie, quanti lavoratori avremmo salvato con questi soldi e, soprattutto, quali e quante opportunità abbiamo perso come sistema-Paese e come territorio? La Roma-Latina, lo sappiamo, è una di queste. E mentre si continua a tergiversare con ricorsi improbabili e ipotesi avveniristiche - prosegue Palluzzi - si continuano a mettere da parte, in un angolo, le uniche certezze che abbiamo: ci sono i soldi, l'opera si potrebbe fare. Invece, negli ultimi cinque anni, abbiamo perso tempo dietro a vicende burocratiche, ricorsi giudiziari, interpretazioni incerte in fase di gara, e, ovviamente, polemiche politiche. E così anziché aprire i cantieri qualcuno ha pascolato nelle aule di tribunale bloccando, di fatto, 2 miliardi e 700 milioni di euro. Un mare di soldi, un mare di posti di lavoro, un flusso economico che avrebbe generato un benessere enorme nel prossimo futuro. Bloccare una risorsa del genere per così tanto tempo vuol dire bloccare il futuro di un intero territorio, questo deve essere chiaro perché qualcuno dovrà assumersi la responsabilità di tanta incertezza. Alla politica chiediamo meno litigi, meno tavoli di istituzionali, meno rinvii e più concretezza perché dietro l'angolo c'è il rischio concreto che queste risorse vadano perdute e con esse le speranze di rilanciare la nostra economia. Il concetto stesso di burocrazia rischia di finire nella sola schiera dei luoghi comuni se qualcuno non prende di petto la questione e non lo fa evitando che ricorsi e tavoli di confronto ci facciano perdere altro tempo. L'unico argomento su cui c'è bisogno di concertazione e decisioni chiare - conclude il presidente di Ance Latina - riguarda l'emergenza che stiamo vivendo, le soluzioni da mettere in campo che devono portarci fuori dall'isolamento con investimenti per cui, come nel caso della Roma-Latina, abbiamo già i soldi a disposizione».