Finalmente nei giorni scorsi si è capito che fine abbiano fatto i soldi per il ripascimento della costa pontina, quelli stanziati dalla Regione Lazio a marzo e che dovevano portare entro il 15 giugno un intervento urgente per contrastare l'erosione costiera. L'assessore all'Ambiente Roberto Lessio ha spiegato che «i fondi finanziati sono stati erogati tardivamente per una misura pari al 20% di quanto riconosciuto, ovvero euro 38.332,60 per un importo totale di euro 191.663,00 , questi fondi appartengono ad una misura d'emergenza per cui la Regione Lazio ha stanziato un totale di 2,5 milioni di euro per l'intera costa laziale.
«L'intervento prevedeva un ripascimento per 20.000 mc di sabbia, poca cosa rispetto alle effettive necessità del lungomare, ma sarebbero servite ad evitare che le mareggiate estive - spiega Rita Schievano, delegata alla Marina per Fratelli d'Italia - Nulla di fatto purtroppo, anche questa volta». E ieri si è vista la conseguenza di questa ennesima occasione persa: il primo giorno di vero maltempo invernale ha provocato una erosione notevole della battigia. Schievano fa notare poi come «l'assessore Lessio ha riferito che sposterà l'intervento di ripascimento per 191.663 euro al mese di settembre 2019; quando per tale data l'utilità non sarà per nessuno degli operatori, né tantomeno funzionale alla tutela costiera , sarà sufficiente una sola mareggiata a portar via tutta la sabbia».
Ma non finisce qui. Schievano sottolinea come durante la commissione Ambiente l'assessore abbia fatto una relazione confusa sul tema, mischiando diverse questioni. «Durante la commissione Ambiente, l'assessore Lessio ha fornito informazioni relative a più interventi ma lo ha fatto in modo poco chiaro e circostanziato; in pochi sono a conoscenza che i fondi stanziati dalla Regione Lazio sul tema di difesa della costa sono diversi. Per quanto riguarda il "protocollo Latina – Sabaudia" lo stanziamento prevede euro 1.100.000,00 da dividersi tra i due comuni e riguarda il dragaggio dei canali. Protocollo che ancora oggi rimane solo sulla carta. C'è inoltre un altro considerevole importo previsto, che impegna 5.500.000,00 euro per il completamento delle opere di difesa costiera (ovvero per il completamento dei pennelli rigidi), malgrado l'assessore voglia far credere che preveda il posizionamento del tecnoreef. L'intervento per il progetto del tecnoreef, tanto caro all'assessore, il cui progetto è stato "donato al comune di Latina da parte dei balneari di Sabaudia e dalla Confcommercio, ma che non ha trovato riscontro da parte dei balneari di Latina , "si colloca infatti su altri fondi che appartengono ai progetti feamp 2014/2020 : fondi europei disposti quale misura di sostegno per il settore ittico; il tecnoreef infatti viene utilizzato per il ripopolamento ittico e non quale misura di contrasto all'erosione. Latina non ha porti e il comparto ittico è ancora in cerca di alaggi e punti di ormeggio, in questo comune. Non resta che constatare con infinita amarezza, che malgrado esistano ad oggi concrete opportunità anche finanziarie per tutelare il territorio costiero, queste non vengano utilizzate dall' amministrazione comunale. Trattandosi di soldi pubblici, e considerate le esigue risorse, sarebbe opportuno non gettarli a mare in questo modo», conclude l'esponente di Fratelli d'Italia.