Il caso
29.07.2019 - 16:26
"La delibera sulla destagionalizzazione è sostanzialmente inutile e i ritardi sul ripascimento sono ancora più imbarazzanti". Lo afferma la consigliera comunale e provinciale di Forza Italia Giovanna Miele che analizza tutto il "nulla di fatto" prodotto dall'amministrazione Coletta in questi anni in tema di marina.
"Il mio silenzio dei giorni scorsi è stato carico di delusione per l'esito di una battaglia che è stata per me la prima in Consiglio comunale insieme al mio partito - prosegue Giovanna Miele - Destagionalizzare doveva essere una delle scelte fondamentali per il rilancio della marina e dell'intero territorio. Un volano per il turismo che non fosse relegato solo alla stagione estiva ma potesse sfruttare il clima mite di cui gode la nostra città. Dopo tre anni di discussioni e di sollecitazioni, la maggioranza targata Lbc porta in Consiglio comunale una delibera che non è né carne né pesce e che non serve a destagionalizzare. E nel frattempo stiamo ancora aspettando il nuovo Pua, quel piano di utilizzazione dell'arenile che dovrebbe rappresentare il cuore del destino del nostro litorale.
Dopo tre anni di dura battaglia sul ripascimento, sulla destagionalizzazione e sul decoro della marina ci troviamo con un pugno di mosche. Credo che la parola delusione sia anche poco per esprimere il mio stato attuale. L'amministrazione non comprende che senza una serie di servizi adeguati non c'è spazio per potenziare il turismo. Senza la sabbia non esiste la spiaggia ed è difficile mantenere in piedi gli stabilimenti se non ci saranno bagnanti da ospitare. Sul ripascimento ho smesso di contare tutte le volte che l'assessore Lessio ha promesso interventi celeri, ma ogni annuncio è stato puntualmente disatteso. Adesso si parla addirittura di interventi a settembre, ossia un modo per buttare al vento i soldi dei cittadini. Non è più una questione di partiti o movimenti politici, qui entrano in campo le capacità individuali, il saper fare o meno. Le improvvisazioni di chi sente di avere buone intenzioni non possono bastare. E Latina non può permettersi buone imitazioni di politici. È ora che chi amministra tragga le conclusioni del proprio fallimento".
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