Scambiarsi vestiti, dando vita ad dinamiche di riciclo per fare del bene all'ambiente, dando però importanza anche alle componenti sociale e del fashion system. Potrebbe essere definito così, in estrema sintesi, lo Swapping, fenomeno ancora poco conosciuto ma che sta prendendo velocemente piede in tutto il mondo. E lo praticano tutti, anche le star, che organizzano i cosiddetti Swap Party in casa e tra amici, magari davanti ad un aperitivo. Ma lo fanno anche le associazioni, i locali, i negozi di abbigliamento e chi più ne ha, più ne metta.
Entrando nel dettaglio, lo Swapping si basa sui principi di riciclo, riutilizzo, scambio e dono. Ma soprattutto, si fonda su un imperativo: vietato sprecare. Il fenomeno nasce negli Stati Uniti, nei salotti di Manhattan, dove il jet set di cinema, moda, musica si incontra per scambiarsi capi di abbigliamento. Davanti ad un drink ognuno porta dei vestiti e li mette a disposizione, mentre sceglie un capo di abbigliamento portato da altri.
Lo Swap nasce infatti come un qualcosa di intimo, di privato, per trasformarsi in brevissimo tempo in un fenomeno condiviso, organizzato in forma pubblica, che vede in prima linea anche negozi fisici o di e-commerce.
Lo Swapping arriva anche a Latina, questa sera alle 19 per la precisione, al Circolo Arci Sottoscala 9 di via Isonzo. A dare il via al primo Swap Party pontino saranno due giovani, Claudia Esposito di Nettuno ed Elena Perica di Anzio. Loro sono le creatrici di "Nei Tuoi Panni", una realtà nata circa un anno fa e che da allora promuove momenti di incontro per scambiare vestiti inutilizzati e permettere di rinnovare l'armadio, ma in modo sostenibile.
«Lo scopo è quello di sensibilizzare al riutilizzo - spiegano le due promotrici - all'acquisto consapevole e alla sostenibilità ambientale». E non finisce qui, perché lo Swapping permette anche di avvicinare le persone.
Come funziona? Chi vuole partecipare allo Swap Party di questa sera o a un qualsiasi Swap Party, dovrà portare con sé dei vestiti o degli accessori che non utilizza più. I capi verranno poi selezionati in base al loro potenziale di riutilizzo, e quindi verranno inseriti nel circolo di scambio.
Ma lo Swap Party è anche uno scambio di saperi e conoscenze. Questa sera, per esempio, saranno presenti anche associazioni come Polvere, Inspire, MediterraNoi, che si occupano di partecipazione, inclusione e sostenilibità, mentre degli stand di artigiani locali legati alle tematiche eco-friendly presenteranno i loro prodotti.
«Tre motivi per partecipare? - si legge nella nota del Circolo Arci Sottoscala 9 - Incontrare persone e scambiare oggetti di consumo che non si usano più, socializzando e risparmiando; Attivare un circolo virtuoso volto al sostegno reciproco, all'acquisto consapevole e, soprattutto, al ricliclo e riutilizzo di abiti che altrimenti sarebbero rifiuti, quindi per una crescita personale nel rispetto e nella tutela ambientale; permettere agli abiti che non ottengono una seconda occasione, di essere destinati ad azioni umanitarie, quindi per aiutare.