I dubbi del ministro Danilo Toninelli rispetto alla realizzazione dell'Autostrada Roma-Latina scatenano una serie di interventi. L'ex sindaco di Latina Vincenzo Zaccheo e il consigliere regionale di Forza Italia Pino Simeone chiedono chiarezza per una infrastruttura strategica per il rilancio dell'intero territorio pontino. 

La nota di Vincenzo Zaccheo

Lo stupore e la rabbia per le indiscrezioni filtrate dal Ministero delle Infrastrutture che vedrebbero il Ministro Toninelli intenzionato a bloccare la Roma-Latina sono in parte mitigate dalle dichiarazioni rilasciate questa mattina Radio 24 dal Vice Premier Salvini che ha spiegato "Toninelli non mi sembra all'altezza di gestire le infrastrutture di un Paese bello ma difficile come l'Italia". Spero dunque che questa presa di posizione dia il là anche ai rappresentati istituzionali locali per chiedere a gran voce che la Roma-Latina non sia preda della furia ideologica di quelle forze politiche e dei loro rappresentati che vedono come il fumo negli occhi ogni occasione di sviluppo e crescita del nostro territorio.

Ne può essere una soluzione realizzare la sola bretellla Cisterna-Valmontone che comporterebbe secondo gli studi dell'epoca un aumento del traffico sulla Pontina di 60.000 veicoli al giorno e se parametriamo questo dato ad oggi avremmo tutti l'idea di cosa potrebbe generare quel flusso di veicoli e mezzi pesanti in una strada che è già al collasso, anche se venisse allargata. Questo modo di procedere del Ministro Toninelli che prende spunto anche dall'inerzia di questi sette anni di amministrazione regionale del Pd di Zingaretti, vanificherebbe anni ed anni di trattative condotte dal sottoscritto in veste di sindaco di Latina, su mandato di tutti i Sindaci della Provincia e dei comuni a sud di Roma, che non puntavano unicamente al miglioramento delle tratte autostradale Roma - Latina e Cisterna- Valmontone ma anche ad ottenere opere di compensazione strategiche per quei territori. Opere di compensazione del valore di diverse decine di milioni di euro che oggi sono possibili solo se verrà realizzato per intero il progetto della Roma-Latina licenziato all'epoca dal Cipe. E appena il caso di ricordare all'opinione pubblica che il tavolo tecnico, insediato in quegli anni presso il Comune di Latina, ha ottenuto in sede di chiusura della Conferenza dei Servizi per l'approvazione del progetto definitivo dell'opera la realizzazione di opere al servizio del territorio per svariate decine di milioni di euro come: − Tangenziale Est di Latina per collegare Borgo Piave a Borgo San Michele in alternativa al tratto della SR 148; - Adeguamento della Strada Borgo Piave-Foce Verde; − Sistemazione ed adeguamento della rotatoria di Borgo Piave e del Piccarello; − Realizzazione degli adeguamenti viari nelle zone di ingresso alla città di Latina; − Miglioramento funzionale in sede della strada esistente "Via Apriliana", nel tratto tra lo svincolo autostradale e la stazione di Campoleone di Latina; − Miglioramento funzionale in sede della strada esistente "Via dei Giardini" nel tratto tra lo svincolo autostradale e la SR Nettunense; − Realizzazione dell' Asse viario di connessione tra la SR "Ariana" e la SP "Artena - Cori" –Nuova viabilità – − Tangenziale di Lariano – Nuova viabilità – − Realizzazione dell'Asse viario di collegamento tra Velletri e la SP "Velletri – Cori" – − Miglioramento funzionale in sede della SP "Velletri – Cori" nel tratto tra il nuovo asse di collegamento con Velletri, di cui sopra, e la tangenziale di Lariano.

Ma vi è di più perché nella Conferenza di Servizi nell'auletta del Ministero delle infrastrutture alla presenza dell'allora assessore Regionale Bruno Astorre, oggi segretario regionale del Pd, venne accettata ed inserita agli atti la proposta di applicare ai coltivatori proprietari delle aree da espropriare, per la realizzazione dell'opera, lo stesso Accordo per la determinazione delle indennità di espropriazione adottato per la realizzazione del passante autostradale di Mestre.

Un accordo che assume per i coltivatori-proprietari delle aree un particolare valore per le modalità ed i tempi di pagamento degli indennizzi. Perdere oggi l'occasione delle Roma-Latina condanna sine die la città di Latina e i territori limitrofi della nostra provincia e del sud di Roma all'isolamento infrastrutturale e istituzionale. Faccio allora appello a tutti i nostri rappresentanti istituzionali in Regione, in Parlamento e al Governo perché Latina e il resto del nostro territorio oggi più che mai necessitano di essere collegati in maniera efficiente e moderna al resto del paese e al tempo stesso non possono perdere l'occasione di veder realizzate oltre alla Roma-Latina le opere di compensazione accessorie previste dal progetto originale".

La nota di Giuseppe Simeone

""Apprendo da quotidiani nazionali e locali che il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli non sarebbe convinto sull'utilità dell'autostrada Roma-Latina. Evidentemente non ci eravamo sbagliati in merito all'indiscrezione circolata nelle scorse settimane, sull'assenza di opere infrastrutturali del Lazio nell'elenco degli interventi previsti dal Cipe. L'auspicio è che lo stesso governo possa presto fare chiarezza. Ma rivolgo un ulteriore appello alla Regione Lazio, affinchè faccia sentire la propria voce. Il 14 maggio il presidente Zingaretti aveva annunciato l'istituzione di un tavolo tecnico Regione-Ministero con una durata massima di 30 giorni per studiare e individuare le modalità migliori per arrivare all'apertura dei cantieri. Mi sembra di capire che il confronto non ha prodotto gli effetti sperati. La realizzazione del Corridoio intermodale Roma-Latina e della Bretella Cisterna-Valmontone diventa di importanza vitale per tutto il comprensorio pontino. Su quest'opera pende una spada di Damocle di carattere temporale. L'infrastruttura deve partire entro la scadenza del vincolo preordinato all'esproprio, altrimenti ogni sforzo rischia di essere vanificato. La reiterazione del vincolo è strumento fondamentale per la realizzazione dell'opera: alla scadenza infatti, non solo sorgerebbero ulteriori ostacoli, ma verrebbe meno definitivamente la possibilità dell'occupazione d'urgenza.
Mi auguro fortemente che l'amministrazione Zingaretti affronti la questione con la massima urgenza. La Regione Lazio non può assistere passivamente al depotenziamento della propria rete infrastrutturale. A pagarne le conseguenze sarebbero centinaia di migliaia di cittadini, spesso pendolari, alle prese ogni giorno con disagi incredibili della statale Pontina. Per non parlare delle aziende della provincia di Latina, penalizzate pesantemente da questo isolamento infrastrutturale sempre più insostenibile".