Nel Consiglio comunale di lunedì mattina, quando si è parlato del piano industriale dell'azienda speciale Abc, al centro della discussione è finito anche il tema degli affidamento diretti, oltre due milioni di euro fino al 2018. Un argomento sollevato dal consigliere di Forza Italia Alessandro Calvi ed a cui, in aula, ha risposto il direttore generale Silvio Ascoli. Questi ha spiegato che in realtà per la gran parte si tratta di affidamenti motivati dalla necessità di garantire il servizio pubblico nelle more dell'espletamento delle gare d'appalto. E ha inoltre aggiunto che quasi tutto è passato su Consip e dunque sul mercato elettronico della pubblica amministrazione.
Tutto regolare? Così non è secondo Alessandro Calvi. Il consigliere azzurro contesta il fatto che vi sia poca trasparenza in quei documenti sugli affidamenti, dal momento che se letti come erano pubblicati sul sito, sembravano davvero tutti affidamenti senza spiegazione apparente «Due milioni di euro per il 2018 e 220 mila euro per il 2019. 31 pagine per un totale di 600 voci di cui una cinquantina rientrano nell'accordo quadro con Consip. A tanto ammontano gli affidamenti diretti effettuati dall'Azienda speciale Abc - afferma il consigliere comunale di Forza Italia - Il tutto stando ai documenti che ho avuto modo di scaricare direttamente dal sito ufficiale dell'Azienda. Atti poi scomparsi all'improvviso e che hanno gettato, ieri in consiglio comunale, nel totale imbarazzo sia i dirigenti di Abc che la maggioranza che guida il Comune di Latina. Sono anni che sentiamo il sindaco e Lbc affermare che mai avrebbero fatto ricorso agli affidamenti diretti. Il quadro che ci troviamo di fronte è peggiore di qualsiasi aspettativa. Nei documenti gli errori si susseguono. Non si capisce perché poi il servizio di portierato sia stato spacchettato, sotto soglia, con il risultato di aumentare i costi e senza nessuna urgenza, ben tre volte, per un totale di 55mila euro. Inoltre, stando le carte risulterebbe che il mese di giugno 2018, sarebbe stato liquidato sia nella tranche che va dal primo aprile al 30 giugno 2018 che in quella successiva che, anziché partire dal primo luglio, inizia dal mese precedente. Nelle spese effettuate con affidamento diretto risultano, tra gli altri noleggio di automezzi a carico laterale, acquisto gasolio, auto compattatori. Per nessuno di questi è mai indicato il nome della ditta fornitrice. E, dulcis in fundo, oltre 600 euro, per un cellulare Iphone 8, da 64 GB, di ultima generazione per il presidente Demetrio De Stefano. Quei 639 euro forse potevano essere spesi n modo migliore. Magari per rifare le divise dei lavoratori di Abc o sistemare gli spogliatoi devastati dal degrado e dalla noncuranza in cui sono costretti a vivere. Altra cosa che non si comprende è come si possano spendere 12.500 euro per il noleggio di due fotocopiatrici sempre senza che sia dato sapere chi si è aggiudicato il servizio di fornitura. E sono solo esempi. Viene da domandarsi dove sia finita la trasparenza di cui Coletta e la sua maggioranza hanno fatto bandiera. Da questi documenti, infatti, risultano solo sommarietà e totale mancanza di controllo considerato che nessuno sembra saperne nulla. Coletta e l'azienda speciale ci dicano che fine hanno fatto questi documenti. Perché sono scomparsi dal sito. Perché i numeri che non ha inventato Alessandro Calvi parlano di oltre 2milioni di euro e al direttore generale Ascoli ne risulterebbero solo 400mila. Se c'è qualcosa di sbagliato è ancora peggio perché qualcuno non ha reso chiare e trasparenti le procedure. Se qualcuno sta mentendo se ne deve assumere la responsabilità e si deve dimettere. Non intendo soprassedere su quanto accaduto. Voglio risposte chiare ed immediate o mi rivolgerò alla Procura della Repubblica. Quei soldi sono dei cittadini non ad uso e consumo di qualcuno. Rischiamo di trovarci di fronte, per citare la collega Isotton, alla torta di Babele di Abc».