Ha deciso di sfidare la crisi generale dell'editoria che, come è normale che sia, si riflette soprattutto sui punti vendita, quindi a partire dalle edicole che stanno chiudendo a una velocità impressionante in ogni città: a Terracina, in successione, hanno gettato la spugna i titolari delle edicole di via Roma, via Badino e piazza Bruno Buozzi, mentre resistono stoicamente quelle dell'area delle ex autolinee, di piazza della Repubblica, di via Olivetti, l'altra di via Badino (di fronte al Ristorante Il Pappagallo grigio), dei Quattro Lampioni e di piazza Mazzini, vale a dire quella che da aprile ha preso in gestione Marco De Carolis, terracinese classe 1974, che dopo averci lavorato per due anni ha deciso di rilevare al momento dell'addio dell'ex proprietario. E sta proprio qui la particolarità: Marco non si è ritrovato in mano un'attività a gestione familiare, ma un punto vendita da far ripartire, e risorgere, nonostante tutto. «Ho accettato la sfida perché amo stare tra la carta, perché mi piace leggere e perché il contatto con la gente mi ha sempre arricchito».
Sveglia alle 5.20, caffè pronto dalla sera prima, apertura alle 6, prime rese alle 13 per riviste e giocattoli e resa dei quotidiani alle 20. Tutto questo ogni giorno per 12 ore. «Quello che ho capito negli anni è che questa attività ti consente di poter vivere, e bene, a patto che si sia precisi e seri nell'organizzazione e nei rapporti con il distributore e con le persone. Ad aprile, quando ho fatto questo passo, la prima cosa a cui ho pensato è stata di fare un restyling del chiosco anche a costo di non mettermi nulla in tasca. Di investire nell'immagine della struttura per poi raccogliere i frutti». Una scelta che gli sta dando ragione, in attesa che il Comune, come annunciato nei mesi scorsi, abbatta del 50% il canone di suolo pubblico a quei chioschi che daranno informazioni ai turisti come gli info-point. «Un servizio che, di fatto, offro già adesso - spiega Marco -. Qui i turisti chiedono ogni tipo di informazione oltre a comprare i ticket per i parcheggi. Del resto la posizione dell'edicola è strategica e questo è un altro dei motivi che mi hanno portato ad accettare la sfida contro la crisi. A scommetterci».
Già, ma nella sua edicola, che è una sorta di bazar tra giochi e modellini, non troverete mai i "gratta e vinci". «Per scelta - dice - perché non mi piace vedere la gente con l'accanimento del gioco. Per il resto, un'offerta più variegata, e un buon fornimento di merce, ti consente di reggere bene l'urto della crisi». Una classifica delle vendite? Eccola: «Si va avanti con le riviste di gossip, di cucina e con l'enigmistica. I fumetti tengono duro grazie ai collezionisti, i libri a patto che non costino tanto, mentre i film in dvd non li cerca più nessuno».
La conclusione? Marco la dedica a un aneddoto, forse quello che si ripete più volte e che lo fa sempre sorridere: «Ci sono persone che prendono una rivista dove in copertina c'è un personaggio pubblico, ad esempio Albano, e poi mi chiedono: ma dentro si parla davvero di Albano?».