Sarà la tenacia dell'età. Sarà che per loro è un gioco, e dunque viene preso terribilmente sul serio. Sarà quel che sarà, ma se sono stati individuati due Cippi (pietre miliari che segnavano il confine tra lo Stato Pontificio e il Regno borbonico) di cui si erano perse tracce lungo i sentieri di S. Stefano, lo si deve a Leonardo e Francesco, di 9 e 13 anni, che tra sabato e domenica erano con genitori e parenti al seguito del gruppo di camminatori organizzato dalle associazioni "Svalvolati into the wild", "Fare Verde" e "Amici di Santo Stefano". Gente che percorre in lungo e in largo le vie di montagna, alla (ri)scoperta di paesaggi e storia del territorio. E alla ricerca, appunto, dei Cippi, con l'ambizione di ricostruire, magari, il percorso che attraversava 40 Comuni fino all'Adriatico.

È un'impresa affascinante, pensata dagli adulti e per gli adulti. Ma Francesco Rufo e Leonardo Del Duca, perfettamente calati nei panni di giovanissimi Indiana Jones, hanno stupito tutti. Francesco sabato ha individuato il cippo numero 17, mentre ieri Leonardo ha trovato il numero 16. «Erano settimane che lo cercavamo» ci racconta Ivano Giuliani, uno dei promotori delle camminate in montagna, che ci ha voluto dare conto di questa piccolo, grande avvenimento. «Leonardo con grande fiuto ha ascoltato i nostri discorsi e poi lo ha trovato. L'ultima foto di quel Cippo è del 2010. Poi gli incendi hanno scombussolato tutto, la vegetazione è ricresciuta e si era perso di vista. Crediamo sia importante divulgare questi eventi, che raccontano di un rapporto rinnovato, anche delle nuove generazioni, con la montagna e il nostro territorio. Sono loro, i più giovani, che dovranno conservare la memoria e pensare alla tutela». Francesco e Leonardo. E i tanti giovani come loro che un giorno, forse, riusciranno a riscoprire tutta la via dei Cippi.