Sbandierato come un successo dell'amministrazione comunale ai tempi di Vincenzo Zaccheo sindaco, il Contratto di Quartiere doveva ridisegnare il volto di Latina Scalo dotando il quartiere dei servizi e di quelle infrastrutture che mancavano da troppi anni. Si è rivelato un piano maledetto, che ha visto la luce in minima parte. Basti considerare che di recente il Comune ha dovuto avviare, per la terza volta in dieci anni, la procedura per l'affidamento dei cantieri per la realizzazione del centro civico di via dell'Alloro, l'opera attorno alla quale ruotava tutto il progetto di rigenerazione urbana per una spesa di due milion di euro circa.
La fondazione della sede distaccata del municipio, con annesso mercato rionale e piazza, al quale sarebbe stato aggiunto un grande parco per separare il nuovo fulcro del quartiere dalla strada ad alto scorrimento Mare-Monti, altra infrastruttura incompiuta, è stata accompagnata dalla cattiva sorte sin dalle prime battute. La prima società appaltatrice, il consorzio Aedars del siciliano Mollica, finito poi in manette per uno scandalo sugli appalti pubblici di caratura nazionale, fermò i lavori quando i pagamenti ministeriali iniziarono a rallentare. Dopo la bufera giudiziaria che aveva investito l'azienda, il Comune aveva revocato il contratto e avviato una nuova gara. Mossa che, di recente, ha spinto oltretutto il consorzio Aedars a chiedere i danni all'ente di piazza del Popolo.
Quando nel 2015 l'appalto viene aggiudicato da un altro consorzio, quello guidato da Valori scarl, le premesse sembravano ottime visto che a Latina Scalo arrivava una realtà imprenditoriale consolidata, che aveva partecipato indenne ai lavori per l'Expo. Invece l'impresa giusto un anno dopo era finita al centro di un altro scandalo, quello per il crollo della scuola di Amatrice durante il terremoto che aveva ristrutturato.
Grazie a una determinazione, la numero 1330 del 10 luglio, firmata dal dirigente del Servizio politiche di gestione e assetto del territorio, pubblicata solo ieri sull'albo pretorio del comune, scopriamo che il consorzio Valori Scarl a febbraio ha rinunciato all'appalto, oltretutto beneficiando di una clausola che non prevede penali. Quest'ultimo atto ha avviato quindi le procedure per la verifica dei requisiti della seconda arrivata nella gara d'appalto di quattro anni fa, la nostrana Edificanda. Con la speranza che si concretizzi il riscatto del Contratto di Quartiere.