La sentenza di condanna della Corte dei Conti sul caso dei ‘rimborsi facili' non costringe il sindaco Antonio Terra a rassegnare le proprie dimissioni, ma il primo cittadino farebbe bene a farsi da parte per tutelare l'interesse della città. La pensa così anche il consigliere comunale e provinciale Domenico Vulcano, che affronta il caso della condanna per danno erariale che ha colpito il sindaco Antonio Terra, già alla sbarra presso il Tribunale di Latina per rispondere alle accuse di truffa aggravata e falso ideologico insieme all'avvocato Antonio Martini e agli ex amministratori Rino Savini e Cataldo Cosentino. «Il primo cittadino - commenta Vulcano - pur essendo nel pieno del diritto di presentare ricorso avverso alla sentenza della magistratura contabile, non può più sorvolare sull'accaduto, né scaricare colpe sugli altri, come sempre è nel suo costume. Tutti ormai sono consapevoli del suo attaccamento alla poltrona e dell'arroganza che lo porta a sfidare l'opposizione, invitandola a presentare una mozione di sfiducia che sa bene verrà bocciata da una maggioranza a sua volta incollata alle poltrone. Le vicende giuridiche ormai si accumulano, sono arrivati i primi pronunciamenti ed è il caso che il primo cittadino inizi a riflettere sull'opportunità di farsi da parte, con dignità, prima di nuocere con la sua permanenza all'immagine dell'ente comunale già fortemente lesa».
Secondo Vulcano la permanenza del sindaco è motivo di imbarazzo per l'ente che rappresenta e per la sua stessa maggioranza. «Ne è una dimostrazione palese - afferma il consigliere di opposizione - la mancata costituzione di parte civile nel processo penale a carico del sindaco, che però si sente in una botte di ferro e giammai rassegnerà le sue dimissioni, trincerandosi dietro le decisioni del Consiglio comunale e sapendo di avere numeri a sufficienza per restare a galla. Al contrario è auspicabile, per il rispetto dei cittadini di Aprilia, che Antonio Terra con responsabilità rassegni le sue dimissioni».