Il comparto ortofrutticolo gode di ottima salute ma guai a cullarsi sugli allori. Questo, di fatto e in estrema sintesi, è emerso dal convegno "Ortofrutta del Lazio, la rete che crea valore" che è andato in scena ieri mattina nell'Auditorium del Parco Nazionale del Circeo e organizzato dall'Assessorato Agricoltura, promozione della Filiera e della Cultura del Cibo, Ambiente e Risorse Naturali della Regione Lazio in collaborazione con l'Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l'Innovazione dell'Agricoltura del Lazio (ARSIAL). Un incontro rivolto ai produttori del settore ortofrutticolo, organizzazioni di produttori, associazioni datoriali, di categoria e sindacali che aveva come obiettivo un punto della situazione sull'andamento del comparto e sulle azioni da sviluppare per il rafforzamento delle filiere produttive che non potranno prescindere dalla capacità di fare rete per migliorare la competitività internazionale delle imprese nostrane.
Durante i lavori - a cui hanno partecipato Vincenzo Cerasoli e Paolo Cassola, rispettivamente presidente e direttore dell'Ente Parco, l'assessore all'Agricoltura della Pisana Enrica Onorati, il presidente Arsial Antonio Rosati, il presidente Fruitimprese Marco Salvi, il presidente Italmercati e direttore generale CAR, il Managing Director Omnibus Antonio Felice e Simona Caselli, assessore all'Agricoltura dell'Emilia Romagna e presidente dell'Assemblea delle Regioni Europee Frutticole, Orticole e Floricole (AREFLH), alla quale la Regione Lazio ha aderito con deliberazione 120 del 6 marzo scorso. L'Associazione, creata nel 2000 per un'iniziativa di un gruppo di regioni spagnole, francesi e italiane, svolge importanti attività di promozione di un'agricoltura rispettosa dell'ambiente, educazione alimentare, ricerca, innovazione, costruzione e rafforzamento della rete ortofrutticola europea. Ad essa possono aderire sia le regioni europee che le organizzazioni di produttori (OP).
Nel convegno si è parlato anche di "The Rome Table 2019", una tra le più importanti iniziative B2B rivolta al settore ortofrutticolo che si terrà a Roma il 7 e 8 novembre (30 buyer stranieri di 20 Paesi, selezionati e qualificati, e 120 aziende italiane della produzione e del commercio stabiliranno accordi di comune interesse). «Nel secondo trimestre di quest'anno le imprese del Lazio hanno fatto registrare, stando ai dati ISTAT, un +26,9% delle esportazioni e, dopo il comparto chimico-farmaceutico, è proprio l'ortofrutticolo a dare il maggior contributo - ha spiegato Enrica Onorati -. Basti pensare che solo il territorio dell'agro pontino, nel 2018, ha fatturato oltre 180 milioni di euro. Questi dati ci potrebbero indurre a credere che quanto facciamo sia assolutamente sufficiente e che non vi sia bisogno di implementare la nostra azione comune - ha sottolineato l'assessore -, ma non è così. Al contrario, proprio quando gli indicatori risultano positivi ed incoraggianti c'è bisogno di fare ancora di più rafforzando il nostro comparto con un impegno comune di produttori e istituzioni volto ad implementare i punti di forza e correggere la rotta per rimuovere le debolezze».