Se Atene piange, Sparta non ride. Il noto modo di dire sembra adattarsi a pennello alla difficile situazione delle scuole di Sabaudia e Pontinia. Ovviamente con le dovute differenze, visto che per la prima città sono undici i plessi ancora chiusi e per un discorso relativo alla salute di alunni e personale dopo una disinfestazione con sostanze "poco chiare" che solo l'Arpa potrà svelare, mentre nel caso della seconda città il problema riguarda solo la scuola dell'infanzia Pio XII per dei lavori di efficientamento energetico che si stanno protraendo oltre un limite accettabile agli occhi dei genitori dei bambini, a dir poco indignati. «Ieri pomeriggio si è tenuta una riunione con le maestre del plesso - ha scritto una mamma sulla pagina facebook "Sei di Pontinia se..." riferendosi alla giornata di mercoledì - e nell'occasione credevo di ottenere tutte le risposte ai miei interrogativi in merito a quello che io ritengo essere un grande abuso. In realtà da quella riunione sono uscita perplessa, se non sconcertata, perché si è trattato di una riunione didattica. Ma come si può fare una riunione didattica facendo finta che l'asilo sia iniziato regolarmente e che regolarmente si stiano svolgendo le lezioni? Come si puo fare finta di niente?». Oggi è in programma un altro incontro tra l'assessore D'Alessi, il direttore dei lavori e la vicepreside Guidi in cui dovrebbe essere annunciata una data certa per la riapertura del plesso (si ipotizza il 23 settembre). «Il direttore dei lavori aveva proposto alla preside Buglione di riaprire almeno la parte terminata e quindi quattro aule - ha spiegato un altro genitore - ma la preside si è rifiutata perché ha detto di non volere del personale esterno all'interno della scuola. Sta di fatto che la colpa va addebitata sia all'amministrazione comunale che non ha garantito la fine dei lavori entro la riapertura della scuola sia alla dirigenza scolastica che aveva il compito di supervisionare i lavori e accertarsi che le lezioni iniziassero con regolarità».