Chiama in causa direttamente il presidente della Regione Lazio e leader nazionale del Pd, Nicola Zingaretti, la campagna social avviata dal presidente di Ance Latina, Pierantonio Palluzzi. Un messaggio esplicito sulle pagine Facebook e Instagram accompagnato da un video che, scorrendo titoli di giornali che parlano dei disagi oggettivi e dei rischi che si trovano a vivere ogni giorno gli automobilisti che percorrono la Pontina, si conclude con un termine preciso: "Basta". Il leader dei costruttori edili associati a Unindustria nel suo post non usa mezzi termini: "Il progetto dell'Autostrada Roma-Latina e Cisterna- Valmontone - afferma - è finanziato per la parte pubblica ed ha imprese pronte a fare i lavori ed investire la differenza. E' un anno che si attende solo una decisione politica. Fino a due mesi fa Zingaretti aveva l'alibi di un Governo avverso, ora è lui a governare ed al Ministero delle Infrastrutture non c'è più Toninelli ma De Micheli, suo braccio destro. Quindi la decisione se fare o non fare spetta solo ed esclusivamente a Zingaretti. Sono in ballo la sicurezza dei viaggiatori, 43mila posti di lavoro e la dignità di un territorio dimenticato". Il messaggio si conclude lanciando degli hashtag che chiamano in causa lo stesso Governatore: #bastaalibi, #zingarettidecidi. La linea del leader dei costruttori di Ance Latina è sempre stata estremamente decisa sulle vicende della Roma-Latina. E oggi, anche personalmente, ribadisce la propria posizione rilanciando il tema anche sul piano tecnico: "La politica e la classe dirigente per assolvere correttamente al proprio compito devono fare delle scelte e prendere delle decisioni. Qui non si tratta di stare pro o contro Zingaretti o chiunque sia il Governatore del Lazio, qui si tratta di analizzare le cose come stanno e assumersi l'onere di una decisione. Quello che sappiamo è che, ormai da anni, il Cipe ha messo sul piatto dei soldi pubblici: 468 milioni di euro. La Regione nel corso del tempo di questa trafila infinita ha fatto il suo, tra alti e bassi, e siamo al punto in cui è necessaria una svolta: ci sono delle imprese che hanno partecipato ad una gara, il Consiglio di Stato ha dato delle indicazioni, possono essere recepite oppure si può scegliere di passare ad un progetto in house in cui dunque Regione e altri enti sono protagonisti. Qualsiasi sia la scelta va però indicata una strada. Non si può pensare di sacrificare sui tavoli della politica, sui tavoli dei veti incrociati e degli accordi sotto banco, un'opera così importante, essenziale, per questo territorio. Chi parla di messa in sicurezza dell'attuale percorso sa perfettamente che sarebbe una soluzione tampone che di fatto non risolverebbe minimamente un problema atavico che, nel corso dei prossimi anni, sarà ulteriormente amplificato da un indiscutibile aumento del traffico. Chi ritiene di dover utilizzare la leva ambientalista sa perfettamente che il progetto della Roma-Latina ripercorre per l'80% l'attuale tracciato e che ogni altra ipotesi è inadeguata. Chi contesta la realizzazione dell'opera, oltre a non percorrere evidentemente ogni giorno la Pontina, a non vivere i suoi drammi, i suoi rischi, i perenni ritardi, le file infinite, non si rende conto che il progetto delle autostrade pontine restituirebbe al territorio 43mila posti di lavoro sul piano dell'indotto legato ai cantieri e oltre 10mila posti al termine dell'opera, consentirebbe lo sviluppo della nostra provincia, il rilancio delle attività commerciali e imprenditoriali e permetterebbe a tante, troppe famiglie vessate dalla crisi degli ultimi dieci anni di tornare a respirare e ad avere un po' di fiducia nel futuro. Le nostre bellezze possono essere un volano straordinario per l'economia ma bisogna renderle facilmente raggiungibili in piena sicurezza e con tempi ragionevoli. La Pontina così come è oggi rappresenta uno scandalo inaccettabile e chi continua a prendere tempo deve assumersi la responsabilità di quello che accade ogni giorno su quella strada. Per questo la scelta di pubblicare un video che riassume ciò che soprattutto i pendolari vivono ogni giorno su quella strada, per questo la scelta di chiedere a gran voce al Governatore del Lazio di fare una scelta e farla subito. Se possibile, visto che ci siamo, anche col supporto degli esponenti politici del territorio la cui voce, sull'argomento, è a nostro avviso sempre troppo flebile se non, in alcuni casi, decisamente ambigua".