L'obiettivo? Un confronto tecnico, con documenti alla mano, per valutare se ci sia la reale volontà, e l'effettiva possibilità, di ripristinare la stazione di Terracina. Il Circolo "Pisco Montano" di Legambiente, insieme a Legambiente Lazio e all'Osservatorio trasporti regionale del Lazio, ha chiesto un'audizione urgente al presidente della VI Commissione-Lavori pubblici, Infrastrutture, Mobilità e Trasporti della Pisana per avere il quadro aggiornato sulla questione del treno che in città tiene banco dal settembre 2012, vale a dire dal giorno dell'infausta caduta sui binari del masso del Monte Cucca che ha interrotto il percorso del trenino che per decenni ha collegato Terracina alla stazione di Priverno-Fossanova e a Roma. «Centinaia sono stati gli articoli e i servizi televisivi locali dedicati, in questi anni, al tema che ogni tanto ritorna alla ribalta della cronaca - spiegano Anna Giannetti e Gabriele Subiaco, rispettivamente presidente e vice presidente e responsabile scientifico del circolo locale di Legambiente -, ma ad oggi, a quasi otto anni dall'interruzione, in concreto, al di là delle dichiarazioni di intenti e delle rassicurazioni dei politici e delle amministrazioni che hanno addirittura attribuito all'opera un carattere "ultraprioritario" già a partire dal 2014, risultano acclarati i seguenti fatti: un finanziamento di 4 milioni di euro per i lavori di messa in sicurezza di un tratto del Monte Cucca per il rischio idrogeologico come da Piano di Assetto Idrogeologico della Regione che assegna a quella zona il rischio più elevato; la decisione del Comune di fungere da stazione appaltante per i lavori normalmente di competenza regionale, la cui conferenza dei servizi (ovvio passaggio di prassi), per avere il via libera da tutti gli enti, si è svolta presso il Comune il 13 settembre scorso a valle della predisposizione del documento tecnico propedeutico all'avvio della gara di appalto per i lavori. Decisione "singolare" visto che la Regione possiede molta più esperienza, competenza e risorse tecnico-gestionali per poter gestire lavori di questa complessità; una Delibera Cipe uscita qualche giorno prima delle elezioni politiche del marzo 2018 che prevedeva un finanziamento di 6 milioni di euro per interventi di ripristino della linea ferroviaria Priverno-Fossanova-Terracina, finanziamento che giace presso il Ministero dei Trasporti e sarebbe utile capire da subito se è ancora utilizzabile; l'uscita di scena, non sappiamo per quali motivi - sottolineano Giannetti e Subiaco - di un soggetto importante come Rete Ferroviaria Italiana, ufficialmente incaricata dalla Regione, il 13 febbraio del 2015, come soggetto attuatore del "Progetto per la realizzazione delle opere in difesa della caduta massi della linea ferroviaria" e la cui presenza avrebbe sicuramente dato maggiori garanzie di impegno per il ripristino della linea».
Più chiarezza e un approccio razionale e trasparente: questo vuole Legambiente per evitare che si continui «a "giocare", e per chissà quanti altri anni, sulla pelle dei cittadini».