Scoppia il caso dell'assistenza domiciliare a Nettuno. I sindacati sono sul piede di guerra e denunciano tagli al servizio. Le organizzazioni dei lavoratori hanno incontrato l'Amministrazione nei giorni scorsi. «Abbiamo chiesto la riunione - spiegano i sindacati - perché nelle ultime settimane le ore di assistenza hanno subìto una diminuzione dovuta al mancato scorrimento della lista di utenti fragili in attesa e l'attivazione di nuovi casi. Gli amministratori ci hanno annunciato che stanno lavorando alla nuova gara, in fase di prossima pubblicazione. Abbiamo saputo che, ancora una volta, questo servizio subirà un taglio di ore. Il tutto si tradurrà in una riduzione dei contratti di lavoro e quindi degli stipendi, che ricordiamo si aggirano sui 600 euro netti circa, e in una riduzione del servizio. Da quanto ci è stato comunicato nell'incontro, il Comune di Anzio avrebbe chiesto che una parte dei fondi, di provenienza esclusivamente regionale e destinata a questo servizio, venga utilizzata per un altro progetto. Come organizzazioni sindacali riteniamo inaccettabile che l'assistenza domiciliare venga ridotta ancora una volta».
Il riferimento è legato all'eventuale apertura del centro diurno dell'Alzheimer che ha generato un duro scontro politico tra maggioranza e opposizione la scorsa settimana. A spiegare la situazione l'assessore ai Servizi sociali Maddalena Noce. «Il Comune di Albano - ha spiegato l'assessore - che è capofila per quel che riguarda i servizi all'Alzheimer, ha comunicato che non sono stati assegnati ancora dalla Regione i fondi per la prosecuzione dei servizi e che rispetto alla programmazione del Centro diurno del nostro distretto Anzio e Nettuno non vi era il budget sufficiente. Durante il comitato istituzionale Anzio-Nettuno-Asl il Comune di Anzio ha richiesto di utilizzare 50mila euro destinati al servizio di assistenza domiciliare per cofinanziare l'apertura del centro diurno dell'Alzheimer nel distretto di Anzio e Nettuno. Essendo imminente la gara per l'assistenza domiciliare, che scade il 1° dicembre, con il rischio di lasciare 80 utenti senza servizio, abbiamo deciso di accettare la proposta ma imponendo una clausola di salvaguardia che prevede, in caso di mancata attivazione del Centro diurno dell'Alzheimer entro dicembre, di utilizzare l'importo stornato nuovamente per l'assistenza domiciliare».