Non si placa la polemica dopo la frattura che ha riguardato l'Osservatorio della Consulta delle associazioni, uno degli organismi più importanti per testare la collaborazione e la trasparenza in fatto di politiche in diversi settori del no profit. La Presidente della Commissione consiliare alla Trasparenza ne fa una questione squisitamente politica e afferma, senza mezzi termini, che quelle dimissioni sono il sintomo di un altro fallimento dell'amministrazione in carica, che avrebbe dovuto evitare una simile svolta negativa.
«Le dimissioni dei componenti dell'Osservatorio della Consulta delle Associazioni è l'ennesima prova del fallimento delle politiche di partecipazione di Lbc. - dice Matilde Celentano, consigliere comunale di Fratelli d'Italia e presidente della Commissione Trasparenza - Lo strumento nato nel 2016 per raccordare le associazioni che vi facevano parte ha preso atto della mancanza del dialogo con l'amministrazione comunale. Invece di coinvolgere le associazioni, alcune delle quali anche con 20 anni di esperienza, il Comune si è chiuso a riccio e non le ha mai incluse ad esempio nei patti di collaborazione né nei progetti di natura sociale. Il risultato è che quelle che dovevano essere iniziative aperte, sono sempre state affidate da Lbc ai soliti noti, a loro vicini, escludendo di fatto gli altri».
L'Osservatorio, come ricorda la consigliera e come era nelle previsioni, «doveva essere una punta di diamante dell'amministrazione di Latina Bene Comune, ma si è sciolto come neve al sole a causa dell'incapacità di Latina Bene Comune di saper guardare oltre il proprio naso». «Poco importa - aggiunge la Celentano - che ora l'amministrazione si mostri disponibile a rivedere le funzioni della Consulta e ad aggiustare il tiro. Resta il fatto che fino ad oggi si è rivelata incapace di dialogo e ha dovuto aspettare una crisi. Associazionismo, promozione sociale e inclusione dovevano essere cavalli di battaglia di Lbc, ma lo sono stati solo per pochi eletti, accuratamente selezionati». Prima dell'intervento della consigliera comunale le stesse associazioni avevano elencato i motivi della drastica scelta delle dimissioni.