Una media di 300 euro per la tassa rifiuti in Italia, secondo un dossier pubblicato dall'associazione Cittadinanzattiva. A Latina però quella media si alza sensibilmente coi cittadini costretti a pagare ben 335 euro in media di Tari. Tra il 2018 e il 2019, a Latina, la tassa sui rifiuti è aumentata del 2,7%. Il paradosso è che a Latina si registra l'aumento senza che però ci siano state variazioni significative del servizio di igiene urbana, dal momento che la tanto annunciata raccolta differenziata spinta non è mai iniziata. 

Questa la nota di Cittadinanzattiva. "Analizzando le tariffe dei 112 capoluoghi di provincia esaminati, sono state riscontrate variazioni in  aumento in circa la metà, 51 capoluoghi; tariffe stabili in 27 capoluoghi e in diminuzione in 34. A Matera  l'incremento più elevato (+19,1%), a Trapani la diminuzione più consistente (‐16,8%).  A livello di aree geografiche, i rifiuti costano meno al Nord (in media 258 euro), segue il Centro (299 euro),  infine il Sud, più costoso (351 euro).  Nel Lazio la media è di 325€ a famiglia, ma si passa dai 378€ di Roma ai 269 di Viterbo, dove si registra un  incremento del 10,1% rispetto al 2018. Per quanto riguarda la raccolta differenziata, si va dal 15,2% di  Frosinone ai 52,5% di Viterbo.  Più di due famiglie su tre (precisamente il 68,2%) ritengono di pagare troppo per la raccolta dei rifiuti: la  percentuale sale all'83,4% in Sicilia, segue l'Umbria con l'80,2%, la Puglia con il 79,1%, la Campania con il  78,4%.  Solo il 60% delle amministrazioni comunali o delle aziende che gestiscono il servizio ha elaborato e reso  disponibile la Carta dei servizi. Solo due su tre indicano il tipo di raccolta effettuata, la metà esplicita la  frequenza con cui è effettuata. E al cittadino è ancor meno dato a sapere con che frequenza vengono
igienizzati i cassonetti (lo indica appena il 47% delle Carte), pulite le strade (37%) o svuotati i cestini per  strada (25%)".