Poche presenze turistiche o un regolamento sulla tassa di soggiorno da rivedere? È tempo di bilanci ora che la stagione turistica è terminata e l'amministrazione comunale di San Felice Circeo probabilmente farà le sue valutazioni sull'andamento di questa nuova imposta che è stata inserita a partire da giugno di quest'anno. Anche perché i numeri inseriti negli atti che fino ad oggi sono stati pubblicati – e non senza sviste in materia di trasparenza, stavolta eccessiva – lasciano spazio a diversi spunti di riflessione.


Stime troppo rosee?
Il Comune di San Felice Circeo, ad oggi, ha incassato poco più di 42mila euro dalla tassa di soggiorno introdotta quest'anno. Gli accertamenti sono riportati in due determine: la 587 del 12 settembre (33.384 euro) e la 774 del 14 novembre (9.508 euro). Una cifra di poco conto se rapportata al bilancio comunale, anche rispetto ai soldi investiti per quei capitoli che questo "balzello" dovrebbe finanziare (cultura e turismo). Basti pensare che il solo concerto di Giusy Ferreri, sommando la performance e il trasporto gratuito organizzato in paese per l'evento, è costato 34.650 euro.
Le entrate si discostano pure dalle già prudenziali previsioni inserite nella delibera di Consiglio comunale e nel bilancio: sono inferiori di circa ottomila euro. Indice del fatto che non ci sono stati moltissimi turisti o il motivo è un altro? Sicuramente, come ogni anno, nei mesi di punta San Felice ha registrato il classico pienone. Molte persone, però, hanno in paese una seconda casa. C'è poi da dire che questo è il primo anno della tassa di soggiorno e che dal prossimo l'applicazione partirà da marzo e non da giugno. Il termine resterà invece invariato: 31 ottobre. Ma saranno otto mesi e non cinque. Un altro nodo è la previsione della tassa nei confronti di determinate categorie. La stessa, infatti, viene pagata da hotel e B&B, ma non si fa menzione delle case vacanza come invece avviene in Comuni limitrofi (Terracina, giusto per un esempio).


Eccesso di trasparenza
Con l'ultimo atto di accertamento, ossia la determina 774, il Comune di San Felice Circeo dimostra ancora una volta un eccessivo zelo per quanto concerne la trasparenza. Stavolta non si tratta della pubblicazione dei dati sensibili dei privati come avvenuto in passato con l'affissione sull'albo di copie di carte d'identità, codici Iban, tessere sanitarie e così via. Gli uffici, sebbene la determina venga indicata quale «atto non rilevante ai fini dell'amministrazione trasparente», hanno pubblicato persino l'elenco dei versamenti delle singole strutture. Per cui chiunque, leggendo gli atti pubblicati dal Comune, potrà farsi un'idea di come agli alberghi e ai B&B del paese sia andata la stagione turistica. L'ennesimo scivolone sulla trasparenza.