E' stato lui ad aprire questa mattina la "special edition" autunnale del Terracina Book Festival nell'aula conferenze dell'ex Tribunale. Dalle 9.45 il segretario generale dell'Ugl Francesco Paolo Capone è stato a disposizione del pubblico per parlare del suo libro "Populeconomy. L'economia per le persone e non per le élites finanziarie" (Sindacali), un saggio impreziosito dalla prefazione di Matteo Salvini che prende in esame il fenomeno della globalizzazione, analizzando l'attuale situazione economica e focalizzandosi sulle distorsioni delle politiche basate sull'austerity e sulle conseguenze negative del Job's Act in Italia.
Nell'occasione della giornata speciale del Terracina Book Festival (che è proseguita con i racconti e le poesie della raccolta "Le radici di Terracina", con il romanzo storico del giornalista Ercole Bersani "Appia Inferior - Un taglio di vita" e con la giornalista di RaiNews 24 Laura Tangherlini e il suo saggio "Matrimonio siriano. Un nuovo viaggio"), Capone ha allargato anche il discorso sulla situazione economica e sociale della nostra provincia e della città di Terracina in particolare. «Il libro raccoglie alcune riflessioni su quanto sia opportuno avviare un processo di consolidamento di un'Europa politica che sia prima di tutto un soggetto sovrano in grado di competere con gli Stati extra europei - afferma il segretario Ugl -. All'interno di tale processo il sindacato svolge un ruolo importante offrendo un contributo significativo per concorrere alla creazione di una "Europa dei popoli", vale a dire una visione fondata sul futuro del nostro Paese che non mira a tutelare soltanto gli interessi dei mercati e delle élites finanziarie ma quelli dei cittadini».
La ricetta di Capone per rafforzare la crescita economica in Italia? «Puntare necessariamente su politiche che favoriscano gli investimenti in piccole e grandi opere - sottolinea - rivolte allo sviluppo dell'occupazione e che guardino alla famiglia come asse portante del nostro modello economico e sociale. E' fondamentale porre attenzione sul rinnovamento dei corpi intermedi al fine di ridare al lavoro il valore e la dignità che gli sono propri».
Sul fronte territoriale, per Capone è indispensabile che la provincia di Latina si stacchi dall'influenza di Roma: «Qui si subisce troppo, e in tutti gli aspetti, la vicinanza con la capitale - osserva -, che invece dovrebbe essere autonoma rispetto ai territori confinanti. L'area pontina, dal canto suo, si regge bene per il polo chimico e metalmeccanico, per la sua costa e per le sue isole, ma restano da risolvere la piaga del lavoro nero, soprattutto nel comparto agricolo, dove si produce tanto ma non si lavora in sicurezza». E Terracina? «Ha sviluppato la sua vocazione turistica, conquistato la bandiera blu ma non ha le strutture ricettive necessarie per competere ai massimi livelli. Sconta i ritardi strutturali e il suo futuro, anche in chiave di offerta, non potrà prescindere dalla destagionalizzazione».