Con la trasformazione dei punti di primo intervento in punti di erogazione di assistenza primaria, cosa cambia effettivamente per i cittadini? E' il senso dell'interrogazione presentata dal capogruppo della Lega Angelo Tripodi e indirizzata al presidente della Regione Nicola Zingaretti e all'assessore alla Sanità Alessio D'Amato. «Voglio capire quali siano i servizi garantiti nei punti di erogazione di assistenza primaria rispetto ai punti di primo intervento con la specifica delle fasce orarie di ogni singolo Comune interessato», spiega Angelo Tripodi.
Lo scenario, al momento, è quello che vedrà dal prossimo anno la trasformazione dei Ppi nei punti di erogazione assistenza primaria. Nessuno sa bene però quali siano le effettive conseguenze di questa trasformazione dal momento che non sono state illustrate. Secondo i più cambierà poco o nulla, ma chissà. Intanto nella giornata odierna, al Tar di Latina, ci saranno i ricorsi presentati dai vari comuni della provincia interessati dalla chiusura dei Punti di primo intervento. Angelo Tripodi, nella sua interrogazione, sottolinea come «ben 237 mila persone dovranno fare i conti con la riduzione dell'offerta sanitaria e rischiano di pagare ulteriormente le criticità del sistema sanitario regionale». Tripodi, come molti dei sindaci del territorio, temono in particolare una riduzione oraria dei servizi, dal momento che si è parlato di una apertura solo diurna di questi punti di soccorso. «Questo declassamento dell'offerta sanitaria – spiega Tripodi nell'interrogazione – rischia non solo di imporre il ricorso da parte dell'Ares 118 all'attivazione di postazioni urgenti facendo lievitare i costi del sistema sanitario regionale».