La maggioranza Terra si spacca sulla delibera per contrastare l'abusivismo edilizio. Uno scontro che segna la prima vera frattura all'interno della coalizione civica dalla rielezione del sindaco. I due consiglieri di Aprilia Domani si sono rifiutati di votare a favore dell'atto per istituire l'indennità per danno da occupazione degli immobili acquisiti a patrimonio comunale. Un'azione per sanare la situazione di 18 immobili, tra i quali anche quelli occupati da alcune famiglie rom nella zona Frassineto. Un atto giusto anche per i consiglieri di Aprilia Domani, che tuttavia hanno criticato l'eccessiva «fretta» imposta dalla giunta Terra dopo decenni di lassismo sul tema. Mauro Fioratti Spallacci, per quasi un decennio assessore ai Lavori Pubblici, lo ha ribadito chiedendo di ritirare l'atto per ripresentarlo tra un mese - in modo da evitare errori - ma si è scontrato con la rigidità degli alleati. «Non possiamo bloccare una procedura che per tanti anni si è fatto finta di applicare. I numeri di cui siamo in possesso - afferma l'assessore all'Urbanistica, Salvatore Codispoti - parlano di 705 abusi edilizi e 18 acquisizioni di immobili. La delibera però colpisce solo i 18 beni per i quali già in possesso del Comune, perché c'è stata la trascrizione immobiliare, permettendo al dirigente di portare avanti quello che lo Stato gli impone. E non possiamo di certo mettere il Consiglio comunale contro lo Stato». Ancor più esplicito il capogruppo della lista Terra, Omar Ruberti, che nel suo intervento ha parlato di atto per ripristinare la «legalità» ma che - indirettamente - ha criticato anche l'attuale primo cittadino (delegato all'Urbanistica nella giunta Meddi II e D'Alessio) e tanti assessori e consiglieri della sua stessa coalizione, quando ha sottolineato i ritardi e le mancanze delle amministrazioni che si sono succedute negli ultimi decenni. «Stiamo discutendo su un argomento chiuso nei cassetti da 32 anni. Credo che sia giusto, anzitutto per riaffermare un concetto di legalità, per segnare una strada nuova e per difendere davvero l'ambiente. Ci sono - afferma - situazioni non sanabili e, in alcuni casi, ci sono immobili a rischio idrogeologico. Ma soprattutto segniamo un cambio di passo, visto che in città malgrado il numero di abusi non c'è traccia di un atto amministrativo di demolizione. Il ritiro del punto non è una soluzione, non ci sono altre opzioni». A quel punto Fioratti Spallacci, preso atto della situazione, ha confermato la decisione di non allinearsi alla maggioranza, non partecipando al voto ma anzi sedendosi fuori dall'emiciclo al momento della «chiamata». Una posizione condivisa anche da Bruno Di Marcantonio, anche lui assente al momento della «conta». Assenza che, di fatto, apre una crisi politica in maggioranza.