E' arrivata nei giorni scorsi un'altra sentenza del Consiglio di Stato relativa all'Autostrada Roma-Latina e alla gara d'appalto che era stata bocciata. I giudici amministrativi hanno ribadito la sentenza del 2018, che imponeva la revisione della gara medesima ripartendo dalla lettera d'invito. Una sentenza che di fatto dirada in parte le nubi che ancora si addensano sul futuro del progetto che l'amministrazione Zingaretti vuole portare a termine, anche se non si sa bene con quale procedura.
La sentenza pubblicata lo scorso 23 dicembre è la numero 8696/201 ed è relativa a un ricorso presentato da Autostrade del Lazio, la società per azioni della Regione che ha bandito la gara d'appalto per la realizzazione dell'Autostrada Roma-Latina e della Bretella Cisterna Valmontone. Autostrade del Lazio chiedeva ai giudici un pronunciamento chiarificativo sull'applicazione della precedente sentenza del 2018. I giudici hanno ribadito che la gara d'appalto in progetto di finanza deve essere ripresa nel punto della lettera d'invito e dunque ri-espletata.
La sentenza che sembra affossare definitivamente la gara d'appalto espletata, facendola ripartire modello gioco dell'Oca, potrebbe invece essere accolta positivamente in via Cristoforo Colombo. Da tempo, infatti, l'amministrazione Zingaretti sta valutando con attenzione strade alternative per il progetto. In particolare l'idea sarebbe quella di far realizzare l'Autostrada e la Bretella da Anas, con intervento diretto della Cassa depositi e prestiti per coprire gli investimenti che nel progetto di finanza erano a carico dei privati.