Il caso
09.01.2020 - 10:00
Un'ordinanza plastic free per contrastare l'abbandono di rifiuti nel mare e una nota di soddisfazione di Lbc per annunciare che Latina partecipava al Plastic Free Beach 2019 proposto dalla Regione aderendo ad un bando che avrebbe previsto l'acquisto di borracce e di un erogatore di acqua potabile ed un compattatore del PET da posizionare sul lungomare di Latina. Era maggio 2019 e nel tracciato green ed ecologico della nuova amministrazione questo era un passaggio più volte sottolineato. Peccato che bisognava fare i conti con le reale capacità di una struttura e di un assessorato che fa acqua, con o senza plastica a corredo. Perché il Comune di Latina quel finanziamento lo ha perso, come è scritto nero su bianco nella determinazione del dirigente all'ambiente Giuseppe Bondì pubblicata due giorni fa. Nell'atto si spiega che il Comune dovrà restituire i 73.444,56 euro, deliberati dalla regione Lazio ad aprile 2019, per la realizzazione delle azioni e interventi finalizzati al recupero delle materie plastiche depositate sulle spiagge libere. La motivazione è quasi banale, sicuramente di routine per bandi come questo: il contributo doveva essere inderogabilmente rendicontato entro il 30 settembre 2019. Nell'atto, però si fa presente che i tempi erano troppo stretti e «che a causa del limitato arco temporale non è stato possibile procedere all'affidamento dei servizi / forniture e pertanto, trasmettere la documentazione per la rendicontazione del contributo concesso entro il termine previsto». Di qui la restituzione dei soldi e, da questa inadempienza, l'ennesima opportunità sfumata per un lido che ha già visto volatizzarsi la possibilità di fondi per la realizzazione della pista ciclabile tra Borgo Grappa e Rio Martino, di finanziamenti per il progetto Metamorfosi e di quasi 800mila euro di fondi Plus per il parco Vasco Da Gama, oggetto di un'indagine della Corte dei Conti.
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